La morte della filosofia

“La scienza d’ogni epoca ha sempre avuto una scarsa capacità di
reinterpretare i fenomeni in modo radicalmente diverso. Basti citare per
esempio la follia e il suicidio di uno dei creatori [L. Boltzmann] della
termodinamica.”
(Stanislav Lem – “La voce del padrone” – Bollati Boringhieri – p.37)

Lem era medico e buon conoscitore di storia della scienza.
Anche io sono un discreto conoscitore della Scienza e ogni tanto anche della
sua storia. Ma per nessuna ragione al mondo oserei mai definirmi “scienziato”
o “storico della Scienza”.

Tra l’altro cosa significa “buon conoscitore”? Ma di cosa state parlando?
Ma siete seri quando citate una frase del tipo «La scienza d’ogni epoca ha
sempre avuto una scarsa capacità di reinterpretare i fenomeni in modo
radicalmente diverso» ?

E come sostegno viene preso ad esempio UNO scienziato che si è tolto la vita
per motivi che nulla avevano a che fare con la Scienza (se non forse la
mancanza di una adeguata diagnosi della sua malattia)???

La Scienza ha SEMPRE reinterpretato i fenomeni in modo radicalmente diverso, tant’è che dalle superstizioni divine (il fulmine è generato da un qualche dio che scaglia fulmini) si è passati a spiegazioni scientifiche stravolgendo i vari “status quo” radicati da secoli di ignoranza che ha poi generato superstizioni, credenze, religioni e filosofie (non intese nel senso di “amore per la Conoscenza”).

E vista la citazione a mentula canis defututa (S. Lem come esperto di storia della Scienza) allora cito anche io qualcuno di decisamente più appropriato: Giorgio Parisi (medaglia Plank, scusate se è poco) quando dice che “Quasi sempre la Scienza viola il senso comune”

E buon 2018 pieno di metodo scientifico!

La danza dei buchi neri nella galassia NGC 1128

I due punti luminosi che si vedono al centro un giorno diventeranno la fonte di un treno di onde gravitazionali: è un sistema binario di buchi neri supermassicci nel nucleo della galassia NGC 1128.

Questa galassia si trova a 300 milioni di anni luce di distanza, nella costellazione della Balena, e fa parte dell’ammasso di galassie Abell 400: i suoi due “cuori” non appaiono neri perché l’immagine non mostra le lunghezze d’onda dell’ottico ma dei raggi X (blu) e delle onde radio (rosa).

In pratica il materiale che ruota attorno ai buchi neri – il cosiddetto disco di accrescimento – orbita così veloce da emettere una quantità impressionante di raggi X (ecco il perché dei due punti luminosi) e dai poli di questi due oggetti supermassicci partono quattro getti di particelle relativistiche che noi vediamo come sorgenti di onde radio (che identificano la regione come Radio Source 3C 75).

Tutto quel bagliore azzurro intorno è gas, la cui temperatura è talmente elevata (milioni e milioni di Kelvin) che emette anch’essa raggi X: il sistema binario si muove attraverso questo mezzo interstellare a oltre 1.200 km al secondo, motivo per cui i getti relativistici sono piegati all’indietro.

I due buchi neri si muovono lungo una spirale che li porterà a collidere in futuro, generando uno tsunami di onde gravitazionali che, essendo la fonte molto vicina, sarà facilmente rilevabile. Purtroppo dovremo aspettare milioni di anni: “al momento” sono ancora separati da una distanza di ben 25.000 anni luce! Questo vuol dire che data la distanza potrebbero essersi già fusi, ma l’evento sta ancora viaggiando verso di noi. Riflessioni da far girare la testa.

Massimiliano (CHPDB)

Original Picture & arcticle: Astronomy Picture of the Day

Image Credits: X-Ray: NASA/CXC/D. Hudson, T. Reiprich et al. (AIfA); Radio: NRAO/VLA/ NRL

L’età dell’oro per l’Astronomia. Letteralmente!

Da quando il progetto LIGO/Virgo sulla rilevazione delle onde gravitazionali ha iniziato a funzionare, non ha mai smesso di stupire gli astronomi con continue scoperte di grandissima importanza.
 
Quest’ultima però, annunciata il 16 Ottobre 2017, le supera davvero tutte! Alessandra Corsi, radioastronoma al Texas Tech University di Lubbock e cofirmataria del primo documento ufficiale rilasciato dal team di LIGO/Virgo ha definito questo evento come un “grande regalo da parte della natura […] Un evento che cambia la vita.”
 
Vediamo cosa è successo: il 17 Agosto alle ore 12:41 tempo universale, i due rilevatori LIGO di Hanford, Washington e Livingston, Louisiana insieme al rilevatore Virgo di Pisa, Italia hanno rilevato un segnale assolutamente anomalo e stupefacente.
Image credit: Karan Jani/Georgia Tech
 
Mentre i quattro eventi gravitazionali precedentemente rilevati avevano una durata di massimo pochi secondi, questo è durato 100 secondi!
Le frequenze delle onde gravitazionali degli eventi precedenti si misuravano in decine di cicli al secondo mentre per questo si sono rilevate frequenze che arrivavano a migliaia di cicli al secondo!
Si tratta quindi di un evento molto “squillante” dal punto di vista gravitazionale con in più qualcosa di completamente nuovo che ora capiremo insieme!
 
Questa abbondanza di dati da analizzare ha permesso di desumere che in questo caso non si trattava di buchi neri che spiraleggiavano uno verso l’altro ma bensì di più “leggere” stelle di neutroni di 1,1 e 1,6 masse solari.
Per avere un idea delle grandezze in gioco, il primo evento gravitazionale rilevato da LIGO il 14 Settembre 2015, GW150914, aveva coinvolto due buchi neri ambedue di circa 30 masse solari.
 
Come se tutto questo non fosse abbastanza straordinario, essendo le stelle di neutroni composte dalla massa barionica (ovvero massa materiale, fisica) più densa in assoluto nell’universo (talmente densa che le stelle che si sono fuse avevano un diametro stimato di circa 20 chilometri), lo scontro è stato osservabile come un lampo luminoso durato per giorni in un evento chiamato “kilonova”, nome che indica la superiore potenza esplosiva rispetto ad una nova.
 
Questo evento, che porta il nome di GW170817 è passato alla storia per diverse ragioni:
 
La più importante è che con questa scoperta, la quinta epocale nel giro di due anni dall’inizio del progetto, si può tranquillamente affermare che l’era dell’astronomia “multimessaggero” è partita eccezionalmente bene, confermando come il metodo scientifico è ancora l’unico valido (con estremo sollievo dei finanziatori!). Ha confermato previsioni che risalivano a 100 anni fa e siamo sicuri che le sorprese non sono certo finite qui. Si tratta di una astronomia che sfrutta osservazioni elettromagnetiche come quelle dei telescopi ottici, delle antenne radio dei satelliti a raggi x con le rilevazioni delle onde gravitazionali. Oggi possiamo vedere e ascoltare il nostro Universo come mai ci è stato possibile e siamo pronti a scommettere che ci saranno sorprese incredibili ad attenderci la fuori.
 
Brian Metzger

É stata confermata l’esistenza delle kilonova, oggetti teorizzati sin dal 1990 ma mai osservati direttamente. Brian Metzger, un fisico teorico della Columbia University ha giustamente parlato di una tenda che all’improvviso si alza e mostra quanto il gruppo di fisici si erano avvicinati alla realtà dei fatti, dopo questa scoperta.

 
L’esistenza delle kilonova è fondamentale nella fisica nucleare per confermare o smentire le ipotesi sulla formazione di metalli più pesanti del ferro nell’universo: metalli come l’oro, l’argento, platino, rutezio e neodimio. I fisici nucleari avevano ipotizzato che questi atomi si formassero in eventi chiamati r-process (rapid neutron capture process) all’interno delle stelle più vecchie ma con una mole di dati a disposizione come questa, avranno di che lavorare parecchio, finalmente! Ora sapete da dove viene l’oro del vostro anello! Probabilmente è più vecchio del nostro pianeta!
 

Altro dato importantissimo è che, a differenza della fusione di buchi neri, questo evento è stato osservabile anche nello spettro del visibile e nello spettro delle onde radio, simultaneamente! Il Fermi Gamma Ray Space Telescope e lo Swift Space Telescope hanno rivelato dei lampi gamma di breve durata (short Gamma-Ray Burst, sGRB) mentre, 12 ore dopo la rilevazione delle onde gravitazionali, l’osservatorio cileno di Las Campanas guidato da Charles Kilpatrick, un postdoc dell’università di Santa Cruz, alle ore 23.33 del tempo universale, 10 ore e 52 minuti dopo che l’onda gravitazionale era arrivata sulla terra, prese una immagine della galassia NGC4993 e notò un punto luminoso che non era presente negli archivi fotografici della stessa galassia. In uno scambio di messaggi online scrisse, incredibilmente calmo “ho scoperto qualcosa”: era l’emissione nel visibile dell’evento di fusione delle due stelle di neutroni che poi fu chiamato GW170817.

Voglio sottolineare con ben più di una punta di orgoglio il ruolo dell’Italia in questo progetto di collaborazione scientifica internazionale. L’interferometro Virgo è affiliato al progetto LVC: LIGO Scientific Collaboration and Virgo Collaboration fondato nel 1997 dal fisico sperimentale Barry Clark Barish (che nel 2016 ricevette il premio Enrico Fermi “per i suoi fondamentali contributi alla formazione delle collaborazioni scientifiche LIGO e LIGO-Virgo e per il suo ruolo nell’affrontare aspetti tecnologici e scientifici impegnativi la cui soluzione ha portato alla prima rilevazione delle onde gravitazionali “).

Virgo, oltre ad essere situato nel comune di Cascina, frazione Santo Stefano a Macerata (PI), gode della presenza di 8 tra ingegneri e fisici

L’interferometro VIRGO a Cascina, in provincia di Pisa. (Creative Commons CC0)

dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) oltre che di altri 272 esperti provenienti dal Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) in Francia; dal Nikhef in Olanda; dall’MTA Wigner RCP in Ungheria; dal gruppo POLGRAW in Polonia; dall’Università di Valencia in Spagna; e dall’European Gravitational Observatory.

La presenza italiana nell’LVC si fa sentire anche tramite Adalberto Giazotto, fisico dell’INFN e “padre” di Virgo che nel 2001 propose una rete mondiale di interferometri e di utilizzarli come una single machine operante in sinergia. Altrettanto orgogliosi sono Fernando Ferroni e Antonio Masiero, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’INFN, quest’ultimo  anche presidente di ApPEC, il consorzio che coordina la ricerca europea in fisica delle astroparticelle.

Molti sono anche gli italiani sparsi per il mondo che collaborano a questo enorme ed ambizioso progetto del quale vado fiero! Non mi stancherò mai di ribadire che la nostra nazione non è solo fucina di stantii stereotipi ma anche di eccellenze in campo scientifico, di ricerca e innovazione e soprattutto di entusiasmo e incrollabile fiducia nel futuro.

Altre considerazioni preferisco non farne, voglio rimanere in un ottica di realistico ottimismo e guardare alle nostre giovani leve che stanno per sperimentare un nuovo, entusiasmante modo di guardare ed ascoltare il nostro meraviglioso Universo.

Carl Sagan
 
Riecheggiano potenti le parole di Carl Sagan: “Da qualche parte, qualcosa di incredibile è in attesa di essere scoperto”.
 
Possiamo starne certi che la strada è solo agli inizi ma non abbiamo paura!
 
[Andrea Grossi]
 
#stelledineutroni #ondegravitazionali #LIGOVirgo #noidiminerva
 
https://dcc.ligo.org/public/0145/P170817/008/LIGO-P170817.pdf
https://it.wikipedia.org/wiki/Tempo_universale
http://www.sciencemag.org/news/2017/10/merging-neutron-stars-generate-gravitational-waves-and-celestial-light-show
http://science.sciencemag.org/content/early/2017/10/13/science.aap9455.full
 

Incontri Speciali ai Cafè Minerva!

Il 3 Ottobre ho tenuto una bellissima serata per la associazione di divulgazione scientifica di cui faccio parte, la bolognese Minerva. È stata una vera sorpresa (parecchio emozionante devo confessare) scoprire che tra il pubblico c’era anche Michelangelo Coltelli, responsabile del blog BUTAC – Bufale Un Tanto Al Chilo! O meglio… Sapevo che sarebbe arrivato anche lui ma non mi aspettavo che arrivasse a metà conferenza, ero sicuro che sarebbe arrivato a talk finito e invece… :O

Ero emozionatissimo! Michelangelo insiste a dire di se stesso che è una persona normalissima (e in effetti… Lo è!) ma io non riesco a vederlo così: il lavoro che fa quotidianamente per me è speciale ed è uno degli esempi che seguo quando nel mio picccolo cerco di (passatemi il termine anglofilo) di debunkare le incredibili “corbellerie” in campo scientifico che per un motivo o per un altro mi tocca leggere con grave danno per le mie diottrie e per i miei neuroni (a leggere certe cose perdo sempre qualche decimo di diottria e qualche neurone decide di fare seppuku, anche se ogni volta tento disperatamente di dissuaderli da tale insano atto) quindi per me è un po’ un eroe!

È stata la chiusura perfetta per una searata intensa (tutto il talk è durato 1 ora e 45 minuti!), divertente e ricca di spunti per eventuali altri incontri!

60 Anni fa, lo Sputnik

Mi piace lasciarlo dire ad uno dei miei scrittori di Fantascienza preferiti, l’evento che cambiò la nostra vita in maniera irreversibilmente radicale. Queste sono le cose che meritano davvero di essere festeggiate!!

Lo Sputnik 1 fu il primo satellite artificiale mandato in orbita intorno alla Terra. Venne lanciato il 4 ottobre 1957 dal cosmodromo di Baikonur. In russo la parola Sputnik significa “compagno di viaggio”, inteso come satellite in astronomia.

Una pagina molto esaustiva riguardo lo Sputnik 1 si trova su Wikipedia, sfortunatamente la pagina equivalente italiana è scarna e incompleta. Al solito.

Premio Nobel per la Fisica 2017

Oggi stato assegnato il premio Nobel per la fisica a Rainer Weiss, e congiuntamente a Kip Torne (forse qualcuno di voi lo conosce come consulente scientifico del film Interstellar) e Barry C. Barish “per il contributo decisivo al rivelatore Logo e all’ osservazione delle onde gravitazionali“. Le onde gravitazionali sono increspature dello spazio-tempo originale da eventi cosmici violenti (il primo segnale rilevato è stato generato dalla collisione di due buchi neri avvenuta un miliardo di anni fa!). L’ esistenza delle onde gravitazionali era già stata prevista da Einstein un secolo fa, ma sono state rilevate solo lo scorso anno! [VN]

#NoiDiMinerva #PremioNobel #fisica #ondegravitazionali #ligo #virgo

Conferenza Confermata A BOLOGNA!

Confermata la conferenza “I frattali in natura: quando le cose si fanno complesse“!

Questa volta l’evento si terrà a Bologna in compagnia della associazione di divulgazione scientifica Minerva e per l’occasione il titolo è stato modificato in “I fiori di Fibonacci: un abbraccio tra Matematica e Natura

L’appuntamento è:
MARTEDÌ 5 OTTOBRE 2017 alle ore 19,30 presso la CABALA CAFÉ, strada Maggiore 10, Bologna.
Il programma è consultabile sulla pagina dedicata. L’ingresso è gratuito. La consumazione è consigliata.

 

Povero signor Bohr!

Deve essere davvero difficile staccarsi dalla abitudine ancestrale di voler vedere continuamente connessioni e collegamenti tra macrocosmo e microcosmo. Sembra che sia una ricerca vecchia quanto il pensiero umano anche se non me la sento di definire il pensiero umano “vecchio” mentre certe abitudini sono destinate ad invecchiare e prima o poi a morire; meglio prima, alcune di queste “abitudini” hanno fatto abbastanza danni ed è tempo che spariscano definitivamente da qualsiasi cultura degna di questo nome.

Una chiara indicazione del dilemma che andava affrontato si ritrova nel commento di Arnold Sommerfield, collaboratore di Niels Bohr, uno dei ricercatori che hanno vissuto in prima persona gli sconforti e le speranze di questo periodo. Proprio nel 1923 egli scriverà: “un risultato notevole e affascinante della teoria atomica di Bohr è costituito dalla dimostrazione che l’atomo è un minuscolo sistema planetario… . L’idea che le leggi del cosmo nel piccolo riflettano il mondo terrestre esercita in modo naturale una grande attrattiva sulla mente umana; difatto essa trova le sue radici nella superstizione (vecchia quanto la storia del pensiero) che il destino dell’uomo possa leggersi nelle stelle. Il misticismo astrologico è scomparso dalla scienza, ma quello che rimane è il desiderio di cogliere l’unità delle leggi che regolano il mondo”. Ma egli sente il dovere di aggiungere: “ahimè, la possibilità di considerare l’atomo come un sistema planetario ha i suoi limiti.”