Il pallottoliere del negromante

By | 9 luglio 2016

È la seconda pietra della meccanica quantistica a venire trovata, la chiave più difficile: l’aspetto relazionale di tutte le cose. Gli elettroni non esistono sempre. Esistono solo quando interagiscono. Si materializzano in un luogo quando sbattono contro qualcosa d’altro. I “salti quantici” da un’orbita all’altra sono il loro solo modo di essere reali: un elettrone è un insieme di salti da un’interazione all’altra. Quando nessuno lo disturba, un elettrone non è in alcun luogo. Invece che scrivere posizione e velocità dell’elettrone, Heisenberg scrive tabelle di numeri. Moltiplica e divide tabelle di numeri, che rappresentano possibili interazioni dell’elettrone. E come da un magico pallottoliere di un negromante, i risultati dei suoi calcoli quadrano perfettamente con tutto quanto è stato osservato. Sono le prime vere equazioni fondamentali della meccanica quantistica. Da allora, queste equazioni non faranno che funzionare, funzionare, funzionare. Fino a oggi, incredibile a dirsi, non hanno ancora mai sbagliato.

~ La Realtà Non È Come Ci Appare, La Struttura Elementare Delle Cose (Carlo Rovelli per Raffaello Cortina Editore; collana Scienza e Idee; ISBN 9788860306418) ~


Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.

Lascia un commento