QC Bot

By | 17 agosto 2016

Negli anni ’90 il JPL della NASA finanzia un laboratorio di intelligenza artificiale (AI Lab) al Massachusetts Institute of Technology, chiedendo agli studenti di realizzare la tecnologia per un rover con autonomia di movimento e capacità di acquisire obiettivi. Tra questi c’è Daniel Theobald, che realizza il sistema di Rocky 7, il primo prototipo di mini-rover che venne poi testato per la prima volta nel 1996 e preparò la strada per i rover successivi, dal Sojourner a Spirit e Opportunity.

Quegli studenti del MIT fondarono poi nel 1999 la Vecna Techonologies, l’azienda che commercializza oggi il QC Bot, il robot che vedete in foto e che racchiude tutta l’esperienza acquisita da quel gruppo. Secondo Theobald, il QC Bot è un rover marziano dentro un ospedale: può essere usato per qualsiasi compito, come portare i farmaci ai pazienti o accompagnarli alle visite specialistiche, portare via lavanderia sporca e rifiuti sanitari o consegnare le vivande, ma anche registrare i segni vitali via wireless una volta al letto del paziente e inviarli in tempo reale ad un tablet o uno smartphone utilizzato dai medici. Gli infermieri possono usare il lettore di codici a barre per registrare i farmaci e tenere sempre sotto controllo interazioni e scadenze, oppure utilizzare lo schermo touch per videochiamare un sanitario in un altro reparto. Il tutto mentre si muove autonomamente nel difficile ambiente ospedaliero, evitando ostacoli grazie al sistema di telecamere stereoscopiche disposte sul suo perimetro. E adesso la Vecna è di nuovo al lavoro assieme alla NASA, per realizzare un sistema che monitori i parametri vitali e le performance degli astronauti.

Image Credits: Vecna Technologies
Source: https://spinoff.nasa.gov/Spinoff2012/hm_3.html

Articolo originale di Massimiliano Bellisario dal gruppo Facebook “Chi ha paura del buio“?