Fine della missione Rosetta

By | 3 ottobre 2016

Rosetta e Philae sono due nomi che negli ultimi anni hanno assunto un significato molto speciale, a volte tra polemiche per lo più sterili, più spesso perchè hanno suscitato un senso di ammirazione e meraviglia come da moltissimo tempo non si provava più.

E a buone ragioni!

Stiamo parlando, infatti, della più importante missione spaziale dai tempi dello sbarco dell’uomo sulla luna!

La missione Rosetta è inziata nel 2004 e tanto per dare un’idea della distanza temporale, all’epoca Twitter non esisteva ancora. Lo scopo della missione era quello di lanciare, letteralmente, una sonda non più grande di una lavatrice su una cometa di 4,3 chilometri di lato, che viaggia alla velocità di 38 chilometri al secondo e distante 450 milioni di chilometri (al momento dell’atterraggio del lander).

Tutto questo tenendo conto che la sonda è rimasta in uno stato di stand-by (ovvero con quasi tutti i sistemi spenti tranne il computer di bordo e uno speciale orologio che l’ha svegliata all’avvicinamento della cometa) dall’8 Giugno 2011 al 20 Gennaio 2014.

E tutto è andato secondo i piani. Il lander Philae è rimbalzato due volte invece di atterrare stabilmente ma a parte questo incidente, tutto si è svolto come previsto. La missione è stato un successo incredibile.

Anche dal punto di vista mediatico, l’ESA ha creato un fenomeno senza precedenti: sono stati realizzati infatti dei cortometraggi animati che rappresentano la sonda Rosetta e il lander Philae come due simpatici personaggi che intraprendono un viaggio come fratello e sorella e raccontano all’umanità quello che incontrano durante il loro lungo percorso.

Inoltre sono stati creati anche due account su Twitter per permettere ai due robot di comunicare con noi umani, rendendo questa missione incredibilmente accattivante ed emotivamente coinvolgente.

Gli ultimi messaggi della sonda Rosetta sono infatti molto commoventi e poco conta sapere che non sono davvero inviati dalla sonda ma da un bravo dipendente dell’ESA. Il risultato ha suscitato una marea di messaggi di solidarietà, affetto e comunque di attenzione nei confronti della missione.

Che è l’obiettivo che l’Ente Spaziale Europeo voleva ottenere.

Nel corso di questa missione sono orbitati eventi di ogni tipo: a partire dall’assegnazione dei nomi delle due sonde (una delle quali, Philae, venne scelto nel 2004 in base ad una gara vinta dalla milanese Serena Olga Vismara), allo “scandalo” legato alla camicia dello scienziato Matt Taylor che ha fatto inviperire schiere di femministe fino ad arrivare ai numerosi hashtag usati su Twitter per incitare il pubblico (con un evidente e riscontrabile successo) a seguire le vicende delle due sonde.

ESA ha dimostrato ampiamente che si può fare eccellente Scienza ad altissimi livelli e poterla offrire in maniera assolutamente popolare senza scadere nel populismo. Ha messo a disposizione materiale didattico e scientifico per tutti, bambini, amatori e professionisti sul suo sito.

Visto che però stiamo parlando di eccellenza, forse è giusto porsi almeno due domande: la prima delle quali riguarda la motivazione che ha spinto i progettisti a dotare Rosetta di sistemi alimentati ad energia solare piuttost che ad energia nucleare come invece è successo con la missione americana New Horizons. Questo avrebbe permesso di tenere la sonda attiva per tutto il tragitto invece che obbligare i tecnici a metterla in stand-by.

La seconda considerazione riguarda la restrizione che l’ESA impose sulla divulgazione delle immagini riprese dagli strumenti di bordo durante la fase di avvicinamento alla cometa 67/P. È stato veramente arduo reperire delle immagini e non solo per gli appassionati ma anche per le altre agenzie spaziali e per gli scienziati stessi. Questa politica ha creato qualche malcontento che fortunatamente è durato poco, però si è sentito soprattutto durante il 2014 subito dopo il risveglio di Rosetta.

Oltre queste considerazioni, è assolutamente necessario ricordare anche come l’Italia è presente in maniera fondamentale in questa missione: I pannelli solari sono stati realizzati dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e da Galileo Avionica di Milano; GIADA (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator), VIRTIS (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer), OSIRIS (Optical, Spectroscopic, and Infrared Remote Imaging System) e WAC (Wide Angle Camera) sono progettati e realizzati con contributi italiani; SD2 (Sample Drill & Distribution) ovvero la trivella che avrebbe dovuto perforare ed analizzare la superfice della cometa è stata sviluppata dal Politecnico di Milano.

Andrea Accomazzo ha diretto la missione ed è lo Spacecraft Operations Manager presso l’ESA.

Sulla cometa 67/P c’è parecchia Italia: la nostra parte migliore, da quella più creativa a quella più tecnica e innovativa.
Dobbiamo esserne veramente fieri e orgogliosi perchè non c’è riconoscimento migliore che non quello di essere li, davvero dove nessuno è mai giunto prima.

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#missionerosetta #philae #67P #rosetta #noidiminerva #30settembre

  • http://rosetta.esa.int/
  • http://sci.esa.int/rosetta/
  • http://sci.esa.int/rosetta/14615-comet-67p/
  • https://en.wikipedia.org/…/67P/Churyumov%E2%80%93Gerasimenko
  • http://blogs.esa.int/…/naming-philae-an-interview-with-200…/
  • http://rosetta.jpl.nasa.gov/andrea-accomazzo
  • https://en.wikipedia.org/wi…/Timeline_of_Rosetta_spacecraft…
  • https://en.wikipedia.org/wiki/Rosetta_(spacecraft)

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