La morte della filosofia

By | 3 gennaio 2018

“La scienza d’ogni epoca ha sempre avuto una scarsa capacità di reinterpretare i fenomeni in modo radicalmente diverso. Basti citare per esempio la follia e il suicidio di uno dei creatori [L. Boltzmann] della termodinamica.”
(Stanislav Lem – “La voce del padrone” – Bollati Boringhieri – p.37)

Lem era medico e buon conoscitore di storia della scienza.

Anche io sono un discreto conoscitore della Scienza e ogni tanto anche della sua storia. Ma per nessuna ragione al mondo oserei mai definirmi “scienziato” o “storico della Scienza”.

Tra l’altro cosa significa “buon conoscitore”? Ma di cosa state parlando? Ma siete seri quando citate una frase del tipo «La scienza d’ogni epoca ha sempre avuto una scarsa capacità di reinterpretare i fenomeni in modo radicalmente diverso» ?

E come sostegno viene preso ad esempio UNO scienziato che si è tolto la vita per motivi che nulla avevano a che fare con la Scienza (se non forse la mancanza di una adeguata diagnosi della sua malattia)???

La Scienza ha SEMPRE reinterpretato i fenomeni in modo radicalmente diverso, tant’è che dalle superstizioni divine (il fulmine è generato da un qualche dio che scaglia fulmini) si è passati a spiegazioni scientifiche stravolgendo i vari “status quo” radicati da secoli di ignoranza che ha poi generato superstizioni, credenze, religioni e filosofie (non intese nel senso di “amore per la Conoscenza”).

E vista la citazione a mentula canis defututa (S. Lem come esperto di storia della Scienza) allora cito anche io qualcuno di decisamente più appropriato: Giorgio Parisi (medaglia Plank, premio Lars Onsager, premio EPS HEPP, premio Lagrange e molti altri e scusate se è poco) quando dice che “Quasi sempre la Scienza viola il senso comune”

E buon 2018 pieno di metodo scientifico!

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