La morte della filosofia

“La scienza d’ogni epoca ha sempre avuto una scarsa capacità di reinterpretare i fenomeni in modo radicalmente diverso. Basti citare per esempio la follia e il suicidio di uno dei creatori [L. Boltzmann] della termodinamica.”
(Stanislav Lem – “La voce del padrone” – Bollati Boringhieri – p.37)

Lem era medico e buon conoscitore di storia della scienza.

Anche io sono un discreto conoscitore della Scienza e ogni tanto anche della sua storia. Ma per nessuna ragione al mondo oserei mai definirmi “scienziato” o “storico della Scienza”.

Tra l’altro cosa significa “buon conoscitore”? Ma di cosa state parlando? Ma siete seri quando citate una frase del tipo «La scienza d’ogni epoca ha sempre avuto una scarsa capacità di reinterpretare i fenomeni in modo radicalmente diverso» ?

E come sostegno viene preso ad esempio UNO scienziato che si è tolto la vita per motivi che nulla avevano a che fare con la Scienza (se non forse la mancanza di una adeguata diagnosi della sua malattia)???

La Scienza ha SEMPRE reinterpretato i fenomeni in modo radicalmente diverso, tant’è che dalle superstizioni divine (il fulmine è generato da un qualche dio che scaglia fulmini) si è passati a spiegazioni scientifiche stravolgendo i vari “status quo” radicati da secoli di ignoranza che ha poi generato superstizioni, credenze, religioni e filosofie (non intese nel senso di “amore per la Conoscenza”).

E vista la citazione a mentula canis defututa (S. Lem come esperto di storia della Scienza) allora cito anche io qualcuno di decisamente più appropriato: Giorgio Parisi (medaglia Plank, premio Lars Onsager, premio EPS HEPP, premio Lagrange e molti altri e scusate se è poco) quando dice che “Quasi sempre la Scienza viola il senso comune”

E buon 2018 pieno di metodo scientifico!

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Incontri Speciali ai Cafè Minerva!

Il 3 Ottobre ho tenuto una bellissima serata per la associazione di divulgazione scientifica di cui faccio parte, la bolognese Minerva. È stata una vera sorpresa (parecchio emozionante devo confessare) scoprire che tra il pubblico c’era anche Michelangelo Coltelli, responsabile del blog BUTAC – Bufale Un Tanto Al Chilo! O meglio… Sapevo che sarebbe arrivato anche lui ma non mi aspettavo che arrivasse a metà conferenza, ero sicuro che sarebbe arrivato a talk finito e invece… :O

Ero emozionatissimo! Michelangelo insiste a dire di se stesso che è una persona normalissima (e in effetti… Lo è!) ma io non riesco a vederlo così: il lavoro che fa quotidianamente per me è speciale ed è uno degli esempi che seguo quando nel mio picccolo cerco di (passatemi il termine anglofilo) di debunkare le incredibili “corbellerie” in campo scientifico che per un motivo o per un altro mi tocca leggere con grave danno per le mie diottrie e per i miei neuroni (a leggere certe cose perdo sempre qualche decimo di diottria e qualche neurone decide di fare seppuku, anche se ogni volta tento disperatamente di dissuaderli da tale insano atto) quindi per me è un po’ un eroe!

È stata la chiusura perfetta per una searata intensa (tutto il talk è durato 1 ora e 45 minuti!), divertente e ricca di spunti per eventuali altri incontri!

Sei fisici parlano della ciarlataneria quantistica

L’articolo originale è a cura di FUFFOLOGIA al quale vanno tutti i meriti per l’eccellente ed esaustivo articolo che può essere letto QUI.

Personalmente trovo quel blog delizioso, divertente e pieno di ottimi spunti di riflessione. Cosa piuttosto rara. Bravo, brava, bravi. Chiunque ci sia dietro FUFFOLOGIA. Ottimo lavoro! Speriamo che duri nel tempo, fino ad oggi ci sono riusciti.


 

«Cre­do di po­ter di­re con si­cu­rez­za che nes­su­no ca­pi­sce la mec­ca­ni­ca quan­ti­sti­ca»: lo af­fer­ma­va Ri­chard Feyn­man, pre­mio No­bel per la fi­si­ca e pa­dre del­l’elet­tro­di­na­mi­ca quan­ti­sti­ca (QED), una del­le men­ti più bril­lan­ti del XX se­co­lo; e quan­do scri­ve­va nes­su­no in­ten­de­va pro­prio nes­su­no, lui com­pre­so. Ag­giun­ge­va in­fat­ti che «chi­un­que af­fer­ma di ca­pi­re la teo­ria dei quan­ti men­te op­pu­re è paz­zo». Feynman ammetteva candidamente che la meccanica quantistica (MQ d’ora in poi) è del tutto incomprensibile: sappiamo come funziona ma non perché funziona. Abbiamo le sue formule che danno conto di tutti i fenomeni legati all’elettromagnetismo, della chimica, delle reazioni nucleari ma del perché le cose funzionino così non ne abbiamo idea.

Eppure al giorno d’oggi molti dicono di averla capita, la MQ. Ci sono decine e decine di libri newage che ne parlano, che spiegano come curarsi con essa, di come rigenerare le proprie energie, di come entrare in contatto con l’universo. Non c’è una sola formula, li hanno scritti dei non fisici, ma vi spiegano la MQ come se si trattasse della cosa più naturale del mondo. E dopo averli letti, siete convinti di averla capita. Che Feynman fosse stupido?

Diciamola tutta: se un fuffaro oggi non cita la MQ non è credibile, non è nessuno. Non c’è praticamente nessun sedicente indagatore dell’occulto, cultore delle scienze “alternative” (ossia delle pseudo-scienze), ricercatore del paranormale (spesso lo scrivono in maiuscolo a sottintendere che loro sarebbero quelli veri, mica come quegli sfigati che che si fanno inutilmente il mazzo per anni e anni all’università), sensitivo che parla con le entità di dimensioni parallele – insomma gente che non accetta certo di venir messa a tacere da cose banali come i fatti o le spiegazioni degli esperti delle materie di cui starnazzano senza alcun titolo -; non c’è nessuno di costoro, dicevo, che non infarcisca i suoi discorsi infilandovi l’aggettivo quantico o quantistico, coniando espressioni tanto evocative quanto vuote tipo: coscienza quantica, olismo quantistico (quantismo olistico?), guarigione quantica, percezione quantistica, salto quantico, pensiero quantistico, aura quantica, (ri)equilibrio quantistico, mente quantica, cervello quantico, ecc.

Non solo, ma si usa la MQ per sostenere la credibilità di pratiche, credenze e discipline senza alcun fondamento scientifico come omeopatia, chakra, feng shui, cristalloterapia, fiori di Bach, pranoterapia, riflessologia, ecc. Avete qualcosa che implichi un’azione a distanza o una connessione che non potete provare in alcun modo? Basta dire le parole magiche “meccanica quantistica” (e magari “vibrazioni”) ed il gioco è fatto.

«Quant(ich)e cazzate…» potrebbe dire uno scettico scientista cicappino arrogante e dalla mente chiusa… Sentiamo allora cosa ne pensano alcuni dei più importanti fisici quantistici.

Quella che segue è la mia traduzione dell’articolo “6 fisici parlano della ciarlataneria quantistica” di Bo Gardiner, una blogger che ha avuto un percorso di vita davvero particolare: da fuffara convinta (che non se n’è fatta mancare una!) a umanista, femminista, ambientalista, scettica e divulgatrice scientifica.

Ecco dunque il mio adattamento del suo articolo…

Murray Gell-Mann, Nobel per la fisica 1969

Murray Gell-Mann, Nobel per la fisica 1969

Murray Gell-Mann, fisico del CalTech, premio Nobel per la fisica nel 1969 per la scoperta dei quark.

Cer­ti scrit­to­ri han­no af­fer­ma­to che pre­sun­ti fe­no­me­ni “pa­ra­nor­ma­li” co­me la pre­co­gni­zio­ne, nel­la qua­le si sup­po­ne che i pro­ces­si di scel­ta sia­no no­ti in an­ti­ci­po a in­di­vi­dui do­ta­ti di po­te­ri “psi­chi­ci”, sa­reb­be­ro ac­cet­ta­bi­li per la MQ. Non serve dir­lo, ma que­sti fe­no­me­ni sa­reb­be­ro tan­to scon­vol­gen­ti per la MQ quan­to per la fi­si­ca clas­si­ca; se fos­se­ro re­ali ri­chie­de­reb­be­ro una com­ple­ta ri­scrit­tu­ra del­le leg­gi del­la na­tu­ra co­me le co­no­scia­mo. [1]

Non voglio entrare nel merito delle solite questioni sulla MQ tipo cosa vuol dire, e così via . Vi dico solo che avete sicuramente sentito un sacco di cose sbagliate sull’argomento. [Risate] Ci sono persino dei film che ne parlano, pieni di cose sbagliate … Le persone continuano a chiedermelo dopo aver letto il mio libro “Il quark e il giaguaro”, e dicono: “non c’è qualcosa che vada oltre quello che hai scritto lì?”. Probabilmente intendono qualcosa di soprannaturale. In ogni caso, non c’è. [Risate] Non serve. [2]

Leonard Mlodinow

Leonard Mlodinow

Leonard Mlodinow, fisico presso il CalTech e autore, insieme a Stephen Hawking, del libro Il grande disegno.

D: Dottor Mlodinow, il dr. Chopra afferma di aver usato negli anni il linguaggio della fisica quantistica per supportare e spiegare alcune delle sue idee spirituali. La cosa irrita lei e gli altri scienziati. Ci può spiegare perché?

R: Non so se irritare sia la parola giusta… Si può capire la fisica al livello che abbiamo usato in libri come Il grande disegno o in altri popolari testi divulgativi, e ci sono livelli di comprensione più profondi, più tecnici ma davvero vicini a ciò che realmente è la fisica. Ed è difficile, se non hai un formazione scientifica in fisica, usarne la terminologia per proporre nuove teorie ed idee… Appropriarsi di quelle idee per i propri fini è un terreno scivoloso su cui muoversi. [3]

Victor Stenger (1935-2014)

Victor Stenger (1935-2014)

Victor Stenger, professore emerito di fisica presso l’Università delle Hawaii.

Nel 1987, il professore emerito, matematico e cosmologo di Oxford, Roger Penrose, pubblicò un bestseller intitolato La mente nuova dell’imperatore, pieno di materiale straordinario su fisica, matematica e computer. La tesi principale di Penrose è che il cervello umano non è un computer e che funziona in un modo non riproducibile da nessun computer, per quanto potente. Il cervello non seguirebbe cioè degli “algoritmi” nel risolvere i problemi che affronta. Fin qui tutto bene. Alla fine se ne esce però con l’incredibile idea che il funzionamento effettivo del cervello avrebbe qualcosa a che fare con la gravità quantistica.

Roger Penrose

Roger Penrose

Il libro di Penrose è stato accolto con considerevole scetticismo, specialmente da chi lavora nel campo dell’intelligenza artificiale, che l’autore metterebbe così fuori gioco, e anche da parte di molti fisici che non riescono a vedere come la gravità quantistica potrebbe aver qualcosa a che fare con una struttura macroscopica e calda come il cervello.

Penrose ha collaborato poi con l’anestesiologo Stuart Hameroff per proporre un modello di come la MQ opererebbe nel cervello…

Hameroff era uno dei soggetti intervistati nel film-documentario indipendente del 2004 “What the Bleep Do We Know” [Che bip ne sappiamo?]. In quel film, così come in quello successivo del 2005, “The Secret” [Il Segreto], ispirato all’omonimo bestseller, si sosteneva l’ipotesi che la MQ ci direbbe che creiamo la nostra propria realtà.

In una ricerca del 1999, il fisico Max Tegmark aveva affrontato il problema della coerenza quantistica del cervello concludendo che… esso è semplicemente troppo grande e troppo caldo per essere un dispositivo quantistico, coerente o meno. Si può tranquillamente affermare che il modello di Penrose-Hameroff non è sostenuto dal prove in modo soddisfacente per la grande maggioranza dei neuroscienziati.

La parola “quantistico” appare molto spesso nella moderna letteratura mistica e in quella New Age. Per esempio il medico Deepak Chopra (1989) ha promosso con successo un concetto che ha chiamato guarigione quantica [quantum healing], che suggerisce che potremmo curare le nostre malattie con l’uso di un sufficiente potere mentale…

Dal momento che, nonostante 150 anni di tentativi, non esiste nessuna evidenza convincente e riproducibile di fenomeni paranormali, essi costituiscono una base piuttosto fragile per la coscienza quantica… Il libro di Fritjof Capra “Il Tao della fisica” è diventato così fonte di ispirazione per la New Age, e l’aggettivo “quantistico” è diventato un termine alla moda utilizzato per dar fondamento alla spiritualità pseudo scientifica di tendenza che caratterizza questo movimento. [4]

David Z. Albert

David Z. Albert

David Albert, fisico, direttore del master in Filosofia della Fisica alla Columbia University, autore del libro “MQ e senso comune”.

David Albert, uno dei pochi accademici accreditati ad apparire nel film [What the Bleep Do We Know?, di cui si è parlato anche prima], filosofo della fisica presso la Columbia University, è indignato per il prodotto finale. Racconta di aver passato quattro ore a spiegare pazientemente ai registi perché la MQ non ha niente a che fare con la coscienza o la spiritualità, per poi vedere le sue affermazioni montate ad arte e tagliate al punto da far sembrare che lui e lo spirito guerriero parlino con una sola voce. [5]

Stephen Hawking

Stephen Hawking

Stephen Hawking, fisico presso il California Institute of Technology (CalTech) e all’Università di Cambridge.

Roger Penrose ed io… siamo stati piuttosto in sintonia sulla teoria classica della Relatività Generale … Il disaccordo è cominciato quando siamo passati alla gravità quantistica. Ora abbiamo approcci al mondo molto diversi, sia dal punto di vista fisico che mentale… Questa differenza di approccio ha portato Roger a fare tre affermazioni… sulle quali sono in totale disaccordo.

La prima è che la gravità quantistica causi ciò che lui chiama OR, riduzione obiettiva della funzione d’onda. La seconda è che questo processo giochi un ruolo importante nel funzionamento del cervello, attraverso il flusso coerente nei microtuboli. E la terza è che serva qualcosa come la OR per spiegare l’auto-consapevolezza… [6]

Lawrence Krauss

Lawrence Krauss

Lawrence Krauss, fisico della Arizona State University, autore de’ L’uomo dei quanti, una biografia di Richard Feynman, uno dei pionieri della fisica [e del celebre La fisica di Star Trek].

Con la presente desidero assegnare il premio per i “Peggiori abusatori della MQ per divertimento e profitto” (ma soprattutto per profitto) a:

  • Deepak Chopra […];
  • The Secret […];
  • la Meditazione Trascendentale […].

Per la cronaca, la meccanica quantistica non nega l’esistenza di una realtà oggettiva. Ne’ implica che col solo pensiero si possano modificare gli eventi esterni. Gli effetti richiedono ancora cause, per cui se volete cambiare l’universo dovete agire su di esso.

Feynman disse una volta “La Scienza è l’immaginazione in una camicia di forza”. È ironico che, nel caso della meccanica quantistica, gli svitati siano quelli senza camicia di forza. [7]

Non c’è area della fisica che induca più sciocchezze in ambito pubblico della MQ. Dovreste sempre diffidare quando sentite affermazioni come “La MQ ci collega on l’universo” … o “La MQ ci unifica con tutto il resto”. Potete ragionevolmente cominciare a chiedervi se chi lo afferma non stia in qualche modo tentando di usare la MQ per insinuare fondamentalmente che possiate cambiare il mondo col pensiero…

Tutte le stranezze della MQ vengono spazzate via alla scala che normalmente sperimentiamo. È questo il motivo per cui percepiamo una realtà [che si accorda con la fisica] classica.

Queste stranezze sono limitate o a precise configurazioni sperimentali preparate con estrema accuratezza in laboratorio, o a scale tanto piccole che gli effetti quanto-meccanici diventano significativi

Roger Penrose ha portato acqua al mulino dei fuffari della new age suggerendo che a qualche scala fondamentale, la MQ potrebbe essere rilevante per la coscienza. Quando sentite la locuzione “coscienza quantica” dovreste essere sospettosi Molta gente dubita che le idee di Penrose siano ragionevoli.

deepakLa MQ è spes­so ci­ta­ta co­me spie­ga­zio­ne per le co­se più in­cre­di­bi­li. È co­sì stra­na che la gen­te vi si ag­grap­pa co­me a una spe­ran­za per spie­ga­re tut­to ciò che gli pia­ce­reb­be cre­de­re sul­l’uni­­ver­­so… “Mec­­ca­­ni­­ca quan­­ti­­sti­­ca” è di­ven­ta­ta un sur­ro­ga­to dell’es­pres­sio­ne “tut­to è pos­si­bi­le”. Se tutt­o è pos­si­bi­le puoi ave­re tut­to quel­lo che vuoi. Quin­di che c’è di me­glio di qual­co­sa che ren­de pos­si­bi­le tut­to quel­lo che vuoi?

Il punto è però che con la MQ non tutto è possibile. A certe scale, per un certo tempo, in certe regioni tutto è possibile e accadono cose strane. Ma questo non è vero per l’universo nel suo insieme. [8]

Tradotto e adattato da: https://bogardiner.wordpress.com/2012/11/18/6-physicists-speak-on-quantum-quackery/


Bibliografia:

  1. “Il quark e il giaguaro. Avventura nel semplice e nel complesso”, Murray Gell Mann, Gli archi, Bollati Boringhieri.
  2. Annotated captions of Murray Gell-Mann on beauty and truth in physics (su TED Talks).
  3. Discussion on science vs. spirituality.
  4. Quantum Quackery.
  5. Cult science, dressing up mysticism as quantum physics.
  6. Hawking, Penrose, and Postivism.
  7. A Year of Living Dangerously: Reflections on Hot-Button Science (Scientific American).
  8. How to spot quantum quackery.

Vedi anche:

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Il falso nel falso

Cito un post di Stefano Paoletti che mi sembra piuttosto intelligente. Con la premessa che io non credo nella questione dei chakra e in cose simili ma la distinzione che ne fa lui mi sembra molto lucida e razionale, pur affrontando un tema che per me è del tutto irrazionale. Lo stesso Paoletti, in un commento durante una discussione dice:

le leggi spirituali sono tutte scritte dall’uomo, alle quali egli poi decide di soggiacere; per cui, grazie al libero arbitrio presente in noi tutti, siamo sempre noi a determinare un cambiamento o una liberazione.

I guaritori spesso sono solo degli ammalati incapaci di guarire se stessi e per questo motivo spesso si illudono e illudono di poter guarire gli altri.

Raramente ho incontrato una tale onestà intellettuale. Più spesso ho incontrato una abissale ignoranza aggressiva, supponente e presuntuosa. Mi piacerebbe proprio conoscere questo Stefano Paoletti, a dispetto delle profonde differenze che ci separano, sono convinto che potrebbe essere una persona dalla quale potrei imparare moltissimo.


COSA SONO I CHAKRA VERAMENTE.
non la solita favoletta olistica o new age che normalmente viene veicolata fra un corso Reiki o la vendita di qualche pietruzza o la risibile loro interpretazione spesso postata su FB.

IL TANTRA,IL TANTRISMO, I CHAKRA
I Tantra o Agama sono i testi e i manuali di occultismo del sistema di culto hinduista yogico, originario dell’India arcaica come: il Kularnava tantra, Shaktisangama tantra, Kaulavali tantra, Yoni tantra, ecc

Il Tantrismo, (secondo quanto viene descritto nel secondo capitolo del Ghandarva Tantra) e’ la disciplina applicata del Kundali Yoga il cui fine e’giungere al di la’ di tutti i mondi celesti. Esso mira, attraverso un percorso spirituale e una dura disciplina del corpo, ad ottenere la purificazione e quindi alla trascendenza del proprio essere fisico e spirituale, portandolo all’unione con cio’ che e’ la sorgente di tutti i mondi. I suoi adepti devono possedere le seguenti qualita’ per essere qualificati per questa scrittura:

Dhaksa = intelligenza,
Jitendryah = avere controllo sui propri sensi,
Sarvahimsavinirmukta = astenersi dal recare offesa a qualunque essere vivente,
Sarvapranihite ratah = far del bene a tutti,
Shuchi = mantenersi puro
Astika = credere nei veda,
Brahmishthah, Brahmavadi, Brami = aver fede nel Brahaman,
Dvaitina = essere un non dualista.
I Chakra (principali), sono sette centri spirituali e non fisici, detti anche ruote o loti, sono situati in modo sovrapposto in diverse parti del corpo e sono nominati, partendo dal piu basso:
Muladhara = La base della radice; situato fra l’ano e l’organo sessuale.
Svadhistana= Il suo luogo preferito; situato in prossimita’ dell’organo sessuale.
Manipura = La citta’ del gioiello splendente, situato in corrispondenza dell’ombelico.
Anahata = Non colpito, posto al centro del plesso solare, altezza del cuore
Vishudda= Purificazione, situato in prossimita’ della gola.
Ajina = Autorita’, Potere, n corrispondenza del terzo occhio.
Sahasrara = Dai mille petali, alla sommita’ del cranio.

I chakra non sono parti del corpo grossolano, ma stazioni o punti di arrivo di un percorso spirituale, centri di focalizzazione del pensiero, concetti puramente spirituali e non centri che posseggono una loro propria energia. Se si pensa o si attribuisce ai chakra poteri o energie latenti o insite, si fraintende completamente la loro natura e ci si adegua a una mistificazione che non trova riscontro nel tantrismo e nei suoi insegnamenti e si avvalla unicamente una concezione primitiva, utilitaristica e elementare di queste concezioni puramente spirituali, proprie dell’adepto e non modificabili o influenzabile dall’esterno in nessuna maniera e con nessuna disciplina. La modificazione o meglio la progressiva sublimazione di questi centri puo’ avvenire e avere origine solo dall’adepto e nell’adepto, che, con una dura disciplina, riesce a comprendere e sperimentare su di se’ le proprieta’ che i Chakra rappresentano ma che non posseggono in se’, se non comprese e attivate direttamente dal praticante.
Nessuno puo’ modificare i chakra di un altro! I chakra hanno un ordine progressivo ascendente come il percorso mistico/spirituale che viene intrapreso dallo yogin e che e’ teso a sublimare la materialita’ trasformandola in spiritualita’. Per far si’ che essa, dopo un percorso conoscitivo mistico, yogico, direttamente sperimentato su se stessi, si congiunga alla fine con l’unicita’, la sorgente di tutte le cose. L’adepto in questo processo e’ perfettamente conscio che sta utilizzando il suo corpo e le sue capacita’ per migliorare se stesso e divenire piu’ simile alla sua divinita’ di riferimento, al solo fine di meglio adorarla e non per la sua propria trasformazione, intesa come utilitaristica o finalizzata a qualsivoglia materialita’.

Pertanto qualunque interpretazione che intenda associare i chakra o il tantrismo in genere con la materialita’, la fisicita’ o etereita’ del nostro corpo, diviene quindi errata e riduttiva. (la unica e essenziale funzione dei chakra e’ pertanto quella di ordine spirituale /mistico.)

La errata concezione che generalmente si ha qui in occidente del sistema tantrico, tende a far si’ che vengano trasposte su di essi (i chakra), energie, poteri psichici, interrelazioni con il corpo fisico, poteri di guarigione o di puro fine utilitaristico, ed e’ frutto di una scarsa conoscenza dei medesimi e di una interpretazione infantile o insufficiente di un concetto puramente spirituale.

Cosi’ come la loro associazione a pietre, profumi, colori, auree astrali, non meglio identificate energie cosmiche, ecc. diviene talvolta risibile, visto che, agli occhi di un adepto o yogin tantrico, essi (i chakra) non sono utilizzati per modificare o condizionare la materia, ma semplicemente per trascenderla.

Parlare dunque, di allineamento dei chakra, loro apertura o chiusura, o presupporre di poterli influenzare dall’esterno, diviene una pretesa priva di sostanza, dato che questi centri possono essere attivati o modificati solamente dall’interessato (lo yogin) che, tramite la comprensione e sperimentazione su di se’ di un lungo processo conoscitivo, mistico e iniziatico, puo’ arrivare a comprendere e quindi trascendere i vari stati di conoscenza, sino ad giungere a una piena unione con il creato.

La loro recente utilizzazione fatta in occidente di questo puro concetto spirituale, che come abbiamo visto, non interagisce con il mondo attuale, che viene fatta per fini utilitaristici come : guarigioni, vendita di prodotti o accessori collegati ad essi, o varie pretese influenze sull’assetto fisico o psichico di una persona, e’ solo un inganno dovuto spesso alla scarsa conoscenza dell’operatore e a una pressoche’ totale ignoranza del destinatario a cui sono dirette queste pratiche o prodotti.

Diverrebbe come pensare nel modo seguente, tanto per offrire una analogia: Dato che abbiamo attribuito agli angeli (concetto spirituale) delle ali , essi potessero effettivamente e fisicamente svolazzare sulle nostre citta’ e eventualmente sporcare i parabrezza delle nostre auto con le loro deiezioni (improbabile prodotto materiale di un concetto spirituale). Come si deduce da questa metafora, non possono esserci contaminazioni fisiche (le deiezioni) o effetti dei chakra sul mondo materiale da parte di oggetti puramente spirituali come i chakra (o gli angeli).

Veloci riflessioni sulla chimica 

In seguito al primo convegno sulla chimica tenuto dal CICAP Toscana, alcune riflessioni si impongono:

  • ai fini della salubrità di una sostanza, la sua origine non conta. Conta solo la sua struttura molecolare
  • Nel 1987 il chimico americano George S. Hammond pubblicò un articolo nel quale parlava di tre volti della chimica (“Three faces of chemistry”, pp.140-143, Marzo 1987):
    – il primo è quello della chimica intesa come scienza pura, finalizzata alla comprensione e alla conoscenza delle leggi che regolano le trasformazioni della materia
    – il secondo è quello della chimica applicata che fornisce all’uomo straordinari strumenti per soddisfare le proprie necessità di cibo, abiti, manufatti, farmaci ed altre mille risorse necessarie al miglioramento della propria esistenza
    – il terzo è quello della chimica cattiva che produce veleni e residui tossici, che inquina e ammala e che produce armi terribili di distruzione di massa

Il terzo volto, seppur reale, non dipende dalla chimica in se ma dall’uso che se ne fa.

Citando Primo Levi: “É bene e fondamentale che i numerosi e gravi problemi di carattere tecnico, davanti a cui ci troviamo, vengano sottratti all’ambito degli emotivi e degli interessati e siano esposti con competenza e sincerità. […] I nodi ci sono e non si risolvono gridando viva o abbasso, non con i cortei o con le processioni bensì con la concretezza e la fiducia nella ragione umana poichè altri strumenti atti allo scopo non ci sono”

Cosa è la Verità?

Alcuni cartoni animati possono essere fonte di profonde riflessioni.

Soprattutto quando affrontano tematiche come quelle della “teoria del complotto” che non starò a dettagliare qui ma della quale voglio evidenziare una caratteristica saliente, ovvero l’atteggiamento totalmente e acriticamente fideistico nei confronti di alcune ipotesi.

Purtroppo questo atteggiamento inquina spesso anche la ricerca scientifica, a volte in buona fede, spesso in mala fede.

suTornando ai cartoni animati, sono rimasto impressionato guardando una puntata di Steven Universe, in particolare la numero 31 della prima stagione: Keep Beach City Weird.

Ronaldo Fryman è un ragazzo con la mania dei complotti e delle teorie più bizzarre e cerca di coinvolgere Steven nella sua ricerca di una presunta verità su quello che accade nella città di Beach City (in effetti in quella città accadono parecchie cose strane ma completamente diverse da quelle che Ronaldo pensa), interpretando i fatti senza tener minimamente conto di quello che invece Steven gli suggerisce timidamente.rolando_transparent

Verso la fine dell’episodio, tra Ronaldo e Steven c’è un breve dialogo che riassume brillantemente il senso della ricerca della verità:

  • Ronaldo: But… But the truth!
  • Steven: Maybe the truth just isn’t what you thought it was.
  • Ronaldo: Sure it is! Don’t get hung up on these minor facts. Truth is about more than that, truth is a feeling in your gut that you know is true! Truth is searching for anything that proves you’re right no matter how small, and holding on to that, no matter what.
  • Steven: That kinda sounds like the opposite of truth.

Già. La verità non è quella che noi pensiamo che possa essere. O che speriamo che possa essere. Questo vale sempre, soprattutto nel campo della ricerca scientifica.

Mi viene in mente una bella frase di Neil deGrasse Tyson riguardo la verità nel campo scientifico. Una frase spesso tagliata e usata a sproposito per cui ho deciso di riportare la versione integrale così come è stata registrata nel “The Colbert Report”:

“Once science has been established, once a scientific truth emerges from a consensus of experiments and observations, it is the way of the world. What I’m saying is, when different experiments give you the same result, it is no longer subject to your opinion. That’s the good thing about science: It’s true whether or not you believe in it. That’s why it works.”

Ma potrei anche riportare un bellissimo pezzo dal libro di Richard Feynman “The pleasure of finding things out”:

“So there came a time in which the ideas, although accumulated very slowly, were all accumulations not only of practical and useful things, but great accumulations of all types of prejudices, and strange and odd beliefs.

Then a way of avoiding the disease was discovered. This is to doubt that what is being passed from the past is in fact true, and to try to find out ab initio again from experience what the situation is, rather than trusting the experience of the past in the form in which it is passed down. And that is what science is: the result of the discovery that it is worthwhile rechecking by new direct experience, and not necessarily trusting the [human] race[‘s] experience from the past. I see it that way. That is my best definition… …
As a matter of fact, I can also define science another way: Science is the belief in the ignorance of experts.”

Quel che conta che nel cartone animato Steven Universe è stato riassunto abilmente e alla portata di un pubblico giovanissimo un concetto molto importante.

Sono davvero molto felice e anche commosso che le nuove generazioni abbiano a disposizione simili esempi. Credo che Cartooon Network sita facendo davvero un meraviglioso lavoro.

steven_universe_logo

Peccato solo che qui da noi non ci sia altrettanta attenzione per certi temi. E i risultati di tanta disattenzione si vedono. Purtroppo.