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Chiosa finale (perchè mi sono rotto i maroni)

StefaniaGià! Segui questo piccolo promemoria che mi sono fatto! C’è tutta la storia, per rileggerla con calma!

  1. IL RIMPIANTO
  2. IL CONTATTO
  3. L’ EVENTO
  4. IL FLASHBACK
  5. LA PRIMA RIFLESSIONE
  6. L’ EUCATASTROFE
  7. LA CHIOSA FINALE

Voglio inoltre riportare un commento (il cui autore non cito per questione di privacy, a meno che non sia lui stesso a dirmi di voler essere citato e dove ha posto il commento…) riguardo il punto 7)…

Oltretutto, senza una minima spiegazione. Ancora adesso non ho capito il perchè delle tue sfuriate, dei tuoi vaffanculo, del tuo voltarmi le spalle quando ti chiesi aiuto…

Le donne! Continui a fare lo stesso errore: cerchi una giustificazione razionale a un comportamento emotivo.

E la goccia che ha fatto traboccare un vaso ormai irreparabilmente rotto: cosa ti ha dato così fastidio a riguardo della cena del mio compleanno?

Ovvio: la tua presenza! Il subire la tua compagnia come un obbligo (morale, di riconoscenza ecc.)

Ripensandoci ora, mi chiedo cosa ci teneva uniti come amici e non riesco a trovare una risposta valida.

Le fette di prosciutto che avevi davanti agli occhi.

Hai cambiato apparenza ma dubito che tu sia in grado di cambiare sostanza perchè per cambiare ci vogliono tempo motivazione e volontà e tu non hai niente di tutto questo. Soprattutto la volontà

Ha solo cambiato zerbino, per farlo non ci vogliono gli elementi di cui parli (tempo, volontà, motivazione).

E… Si. Sono stato maleducato perchè non si rinfacciano le cose fatte per amicizia ma la mia
maleducazione impallidisce di fronte alla tua e quindi anche se so che non è una scusa, per
questa volta mi perdono.

Ti perdono anch’io. Va e non farti prendere più per il naso da una opportunista.

Direi che la persona che ha commentato ha tutte le ragioni di questo mondo!!! GRAZIE!!

Ma tu guarda chi legge il mio blog!

StefaniaQuindi ho scritto delle inesattezze?

Hai detto bene: delle inesattezze, non delle menzogne, come tu hai fatto.

Se è vero che ora le cose sono cambiate e quindi le mie parole ORA sono delle inesattezze (E VORREI BEN VEDERE che le cose non siano cambiate, visto che la tua incoerenza era pazzesca! Non pensare di aver fatto chissà quale opera epica e gloriosa, hai fatto quello che fa un essere umano normale: non sventolarmi le novità con un “ecco vedi che ho cambiato casa e che sono anni che non lavoro più in CRI” come se mi avessi rivelato la Teoria Unificatrice dell’Universo…..) meglio per te ma a differenza tua, non puoi dire che io ho mentito perchè le cose stavano esattamente nei termini che io ho descritto, per lo meno l’ultima volta che ci siamo visti.

E tanto per dire : sia quando eri in CRI che al 118 non facevi che rompermi i coglioni della gente che ci lavorava!

Cambia il posto ma non la sostanza: dovunque sei andata non hai fatto altro che lamentartene, sia nel volontariato sia nei posti di lavoro.

Ma che sfiga! Tutti stronzi o la stronza è una sola che non fa che lamentarsi? Mah!

Poi, qualsiasi bipede “homo sapiens” con un briciolo di intelligenza, messo come eri messa tu, non può che migliorare, quindi non venire a fare la splendida, non con me per lo meno, perchè non hai fatto niente di eccezionale. Era solo ora che alla tua età iniziassi a muovere il culo.

Brava.

Rimangono però sempre gli stessi discorsi e su quello non sei cambiata nè credo cambierai mai.

  • Mi hai mandato l’ennesimo sms, non hai avuto il coraggio di telefonarmi (ah già, ma tu non volevi più sentirmi nè vedermi. E allora perchè leggi il mio blog e continui a mandarmi sms? Smiley )
  • Non hai ancora risposto alle mie domande, le hai ignorate come hai sempre fatto.
  • Il tuo comportamento nei miei confronti non è cambiato di una virgola dalla prima volta che ci siamo mandati affanculo: mentre io posso dire che qualche sforzo per venirti incontro l’ho fatto, sia fisico che caratteriale, non posso dire altrettanto di te.

E inoltre, chi mi dice che tu mi stia dicendo la verità?

Hai mentito tante di quelle volte che faccio fatica a crederti, adesso.

Non che la cosa mi interessi, per carità… Stai nel tuo brodo che io sto nel mio.

Ti ho mandato affanculo per molteplici e motivate ragioni (e non per un momento di rabbia o incomprensione).

Per quello che mi riguarda, puoi diventare la prima presidentessa della Repubblica Italiana che ai miei occhi rimarrai sempre la stessa faccia che sei e che eri (anche se una decina di anni fa, probabilmente eri diversa ma inizio a sospettare che anche allora stavi fingendo. Se penso a quello che successe quando Andrea ti mollò, inizio ad avere dei dubbioni mica male ma non preoccuparti: dormo tranquillo la notte.)

P.S.

Non ti rispondo per sms perchè se tu pensi che io abbia ancora intenzione di spendere un centesimo per te, stai facendo l’ennesimo, monumentale errore

Se hai le palle per farlo mi telefoni, altrimenti se hai ancora voglia di inviarmi i tuoi patetici messaggini, sai dove leggere le risposte, ammesso che avrò ancora voglia di leggere le noiose lamentazioni di una ragazzina mai cresciuta.

“S.” Patetica persona

meglio befana che malato di mente come te

StefaniaCi hai provato ma ti è andata male. Perchè in questi mesi ci sono stati interessanti cambiamenti, nonostante le difficoltà.

Ma tu, pavida e patetica come sei, ad ogni mio messaggio rispondevi con il silenzio, chiudendo le porte che io avevo voluto aprire.

Non so come appari alle altre persone che frequenti e francamente non è il mio cruccio principale.

Per come ti sei mostrata a me, oltre ad essere convinto che tutto quello che ti è successo te lo sei meritato in pieno, sono convinto che sei una superficiale che fa finta di essere profonda; una vigliacca che fa finta di essere una eroina, una qualunquista che fa finta di essere una interessata, una egoista che fa finta di essere una altruista.
A te interessa solo di te stessa. Credi che basti fare la volontaria in CRI per passare da “buona e santa”?

Quanto assomigli a quel tossico che tanto criticavi un anno e rotti fa… Ti ricordi? Quello che tanto disprezzavi… Sapessi quanto gli assomigli…
Se penso a tutte le volte che mi raccontavi di come “le cantavi chiare a chi ti rompeva le scatole“, a partire da i tuoi supposti spasimanti per arrivare alle segretarie degli studi medici… Con che teatralità ed enfasi mi raccontavi di come affrontavi di petto i personaggi più assurdi che ti si paravano sulla via!

Se penso a questo e se penso che quando ti ho chiesto spiegazioni o quando ti ho chiesto aiuto tu mi hai risposto con il silenzio, non posso fare a meno di chiedermi che problema tu possa avere perchè, cara “S.”, mettiti nell’ottica che tu hai dei seri problemi di relazione con il tuo prossimo.

Quanto meno sei incoerente.
Perchè il silenzio lo posso capire, l’incazzatura anche: quello che non capisco è che

  • se chiedo spiegazioni, non rispondi.
  • se chiedo aiuto, non rispondi.

Quello che non capisco è il silenzio immotivato, l’incazzatura immotivata.

Inoltre non sopporto più le tue piccole e grandi menzogne e pietose sbruffonate.

Penso a tutti gli sms che ti ho mandato: avevano tutti la ricevuta di ritorno, quindi significa che tu sicuramente li hai ricevuti ed hai visto che erano i miei, poi cosa ne hai fatto non lo so.

Però a me dicevi che non ti erano mai arrivati, soprattutto me lo dicevi quando ero in crisi e cercavo un supporto in te e quindi erano sms particolarmente pesanti o drammatici.

Avresti semplicemente potuto dirmelo che non volevi più riceverli.

Invece, ancora la congiura del silenzio insieme a quella della menzogna. Questo fa incazzare, altro che un sms dove ti dico che mi sei mancata alla cena di compleanno.
Vuoi fare volontariato in Brasile ma non in Africa perchè in Africa ti sempra più pesante? Ma vai a fare una vacanza o a fare volontariato? Vorrei raccontarti cosa mi hanno detto quando ho narrato di questo gustoso episodio… Ma sei troppo vigliacca per ascoltare.
Ti ho dato i contatti e tu neanche li hai usati. Sai, queste cose fanno venire dubbi.

Ti ho chiesto aiuto a lottare in una società e vita che non mi piace e che a tua detta non piace neanche a te e tu mi hai risposto “vai avanti da solo nella tua ricerca, io ti aspetto” senza spiegarmi il perchè?

Eppure eri tu che ti lamentavi che tutto andava a rotoli, che non c’erano più valori, che tutto faceva schifo… Io ti ho chiesto di affrontare tutto questo insieme e tu cosa mi hai risposto? Te lo ricordi o devo tirare fuori quell’ sms?

Forse, chi non ha valori e fa davvero schifo non è “la società” ma tu.

Ti ho offerto delle alternative alla tua vita che, sempre per detta tua, non ti piaceva, ti stava stretta e tu, ancora una volta, senza spiegazioni, non mi hai risposto.

Ti lamenti che la gente non parla, non spiega, non affronta i problemi e tu cosa fai? Le stesse identiche cose?

Ipocrita. Pavida. Meschina.
Avevi l’occasione per migliorare la tua vita e l’hai buttata nel cesso perchè per te è più importante andare a ballare le danze irlandesi? Quando ho raccontato questa cosa ad alcune persone, c’era un gruppo che non la finiva più di ridere e un altro che invece provava rabbia e sdegno per te, perchè è evidente che tu non hai valori se non quello di fare la mantenuta “ad vitam“, ignorante in maniera imbarazzante ma pronta ai “J’Accuse” su tutto e tutti, soprattutto su tutti quelli che non la pensano come te.

Tu meriti di rimanere a quella cassa di supermarket dove ti ho conosciuto. Sei un peso, buona solo per andare a Sharm-el-Sheik ma quando si tratta di cose serie, scappi come uno scarafaggio dalla luce.

Io sarò un malato di mente imbecille che non si rende conto della propria situazione (come mi hai detto tu per sms) ma per lo meno non ho paura di affrontare i miei demoni, dello spirito e del mondo. Non scappo davanti ai problemi. Forse a volte mi faccio travolgere e ferire ma scappare mai.

Tu invece sei la campionessa dell’arrampicata sui vetri e dello slalom dei problemi. Da una vita critichi i tuoi genitori e poi non esiti a farti mantenere facendoti pagare la casa dove abiti. Eppure hai avuto la tua occasione d’oro…

E si che non hai avuto una vita facile, ultimamente ma si vede che non a tutti i problemi servono per crescere: c’è chi come te si ignegna solo ad evitarli e quando non può, se li fa cadere addosso passivamente senza usarli come fonte di esperienza.

S., io voglio avanzare nella vita. Sono uscito da una situazione che tu non puoi neanche immaginare e a proposito della mia compagna, tu devi solo tacere e imparare perchè se tu avessi un centesimo di fibra morale, di forza d’animo e di amore che ha lei, saresti una persona luminosa e saggia e non la vecchia acida zittella ignorante, blaterona e pettegola nella quale ti stai rapidamente trasformando.

Tu parli tanto bene ma, davanti a me hai razzolato talmente male che mi hai fatto schifo.

Poi magari sei davvero la prossima santa di Castellanza ma la differenza tra quello che mi hai sempre raccontato e quello che ti ho visto fare concretamente è talmente abissale che è quasi imbarazzante raccontare di essere stato in rapporti con una persona come te.

Magari con altre persone ti comporti come dici e non appari così insanabilmente falsa ma se così fosse, vorrei sapere perchè con me ti sei comportata come ti sei comportata.

Ma hai “le palle” per venirmi a raccontare queste cose in faccia? No. Non ce le hai.

Forse a te non te ne è mai fregato davvero niente di me, inizio ad avere questo sospetto. Perchè mi sbandieravi tanto, troppo e troppo spesso la parola amicizia ma poi non ti sei mai comportata come tale.

Non so se mi fai più schifo o pena.

In ogni caso, piuttosto che sopportare una persona come te, preferisco di gran lunga perderla ma questa volta definitivamente. Sei talmente poca e povera di spirito che non sai neanche litigare.

Non sei la prima foglia marcia del mio albero che amputo, forse non sarai neanche l’ultima.

E ti dirò: ora non sei neanche quella per la quale provo più rimpianto o dolore.

Scrivendo quello che ho vissuto di te, con te, il dolore della perdita si lenisce sostituito da un senso di liberazione e come hai potuto leggere, io ti ho spiegato per filo e per segno il perchè.

Tu no.
Provo una sorta di malinconico sollievo all’idea di averti spento, come una candela ormai troppo consumata.
Mi rimangono i bei ricordi, quello si. Posso dire di aver avuto una amica, qualche anno fa.

Chiudo con una nota di colore: tu puzzi. Spesso e volentieri, quando uscivamo, ti lasciavi dietro uno sgradevole odore di brodo andato a male quindi, quando in ditta te lo hanno detto (se penso alla figuraccia che hai fatto, mi sento morire dall’imbarazzio io per te!), avresti fatto meglio a pensare seriamente ad un buon sapone piuttosto che a mandarmi un sms scandalizzatissima.

Povera piccola “S.”.. Tigre di carta. Ci credo che non ascolti più Guccini: non sei in grado di sopportare le sue parole ma io ti lascio con un paio di suoi versi:

Per rifiutare sei stata un genio, sprecando il tempo a rifiutare me,
ma non c’è un alibi, non c’è rimedio, se guardo bene no, non c’è un perché;
nata di AGOSTO, nata balzana,
casta che sogna di esser puttana,
quando sei dentro vuoi esser fuori cercando sempre i passati amori
ed hai annullato tutti fuori che te
ma io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri, quei quattro stracci in cui hai gettato l’ieri,
persa a cercare per sempre quello che non c’è.

Il sapore amaro delle minestre riscaldate

Avrei già dovuto capirlo tempo fa (un anno fa, più o meno, con un altra persona), quanto è Stefaniadisgustosa una “minestra riscaldata” ma anche questa volta è venuta fuori la mia colossale ingenuità e mal riposta fiducia.

Fiducia in chi mi aveva illuso e ingenuità nel non dare ascolto al mio istinto che, guarda caso, ogni volta che non ho seguito, mi ha sempre portato dolori e delusioni.

Mi sto riferendo all’ “amica ritrovata”.
Pensavo di aver ritrovato una amica ma mi sbagliavo.

Ho trovato un’ altra persona: superficiale, ipocrita, falsa.

Una persona che mi ha mentito, purtroppo per lei senza sapere che io sapevo che mi stava mentendo.

E non ne capisco il perchè.
Non capisco perchè all’inizio pareva che fosse il Grande Caldo Ritorno e poi invece si è trasformato nel Grande Gelido Allontanamento (ho conservato alcuni sms che probabilmente posterò e che se rileggo ora, mi piegano le gambe dal dolore: non sembrano neanche scritti dalla stessa persona, te li ricordi Stefania? Me li scrivesti proprio tu…).

Non capisco perchè l’amica ritrovata parla tanto, dice molte cose, si accalora e poi fa esattamente l’opposto di quello che dice.

Non capisco ma soprattutto non mi è permesso capire perchè ogni volta che mi avvicino all’argomento, il cellulare risulta spento o irraggiungibile, o c’è la segreteria, o gli sms non arrivano o lei ha tante altre cose da fare…

Non capisco anche se vorrei capire e non mi è dato di capire e questa la ritengo la vigliaccata peggiore di tutte.

Allora, come questa persona mi disse quattro anni fa (ovviamente per sms perchè non ebbe allora il coraggio di dire le cose in faccia, così come non lo ha adesso), “le foglie vecchie vanno tagliate“.

Che sia così: io speravo di cuore che l’albero potato potesse dare nuove foglie verdi e tornare ad essere una pianta rigogliosa ma evidentemente non è così.

Quattro anni fa agii di istinto (e non fui il solo).
Oggi agisco in coscienza e volontà.

Perchè, vedi, avevo anche io bisogno della “mia” Stefania (e lei sa quanto ne avevo e ne avrei bisogno ma pare che l’argomento non le interessi), quella con la quale ho festeggiato il capodanno più bello della mia vita, quella con la quale ho fatto le pazzie più belle di tutta la mia vita, quella che mi capiva solo guardandomi in faccia..

Non siamo mai stati insieme ufficialmente ma il nostro rapporto era spesso più intimo e profondo di quello di tante coppie e scoppiette che ci circondavano.

Te lo ricordi questo?

Ma quei tempi non ci sono più. L’ho capito ieri.Quella Stefania non c’è più.

Oggi c’è un’altra persona, cinica, falsa e vigliacca.

Bella come era bella la “mia” Stefania ma trasformata in qualcosa che non è più lei.

E non è stata la malattia a cambiarti. Quella avrebbe dovuto migliorarti, renderti più umana, visto che ne sei uscita vincitrice da quell’incubo.

Invece preferisco non pensare a cosa sei diventata.

Sto provando un dolore che non è facile esprimere nè sopportare quindi piuttosto che sentirmi così, preferisco il dolore dell’eutanasia di una grande e stupenda amicizia.

Stacco la spina, Stefania.

Però questa volta posso dire, con la coscienza tranquilla, che sei stata tu che non hai voluto capire, che non hai voluto vedere, che non hai voluto ascoltare e che non hai voluto farti ascoltare.

Se penso a come mi sono sentito quel giorno, quando ti ho rivisto dopo quattro anni e se penso a come mi sto sentendo ora…

Affranto, arrabbiato e menomato ma con una forza e una marcia in più che tu non hai e della quale, prima o poi, inizierai a sentirne il freddo vuoto.

Forse ti scriverò una lettera che forse ti spedirò e che forse pubblicherò qui ma non per sputtanarti, cosa che non mi interessa.

Non ne hai bisogno, ci riesci benissimo da sola.

La pubblico per me: per poterla leggere ogni volta che mi verrà la tentanzione di resuscitare i fantasmi del passato, per ricordarmi, d’ora in avanti, che ogni minestra riscaldata fa solo male.

Con immenso dolore (e spero che ti sia rimasto un minimo di cuore per capire che non sto fingendo), ti dedico questa canzone: è dei Fleetwood Mac e si chiama GO YOUR OWN WAY (Vattene per la tua strada):

Loving you isn’t the right thing to do
How can I ever change things that I feel
If I could maybe I’d give you my world
How can I when you wont take it from me

You can go your own way
Go your own way
You can call it another lonely day
You can go your own way
Go your own way
Tell me why everything turned around
Packing up
Shacking up is all you wanna do

If I could, baby, I’d give you my world open up
Everythings waiting for you
You can go your own way
Go your own way
You an call it
Another lonely day
You can go your own way
Go your own way

Lettera pubblica per non dimenticare MAI

Ci sono buone probabilità che tu non leggerai mai questa mail e per questo, altrettanto probabilmente la pubblicherò.

StefaniaNon puoi immaginare come mi sono sentito quel giorno, dopo 4 anni. Mi chiedesti di non piangere ma non ci riuscivo.

Avevo letto fino alla nausea i tuoi sms e quello che mi avevi lasciato scritto sul blog.

Ero sicuro di ritrovare la mia grande amica. Ero felice perchè avevo avuto il coraggio di richiamarti e di ritentare ed ero felice perchè tu avevi accettato.

Poi, quando abbiamo iniziato a rifrequentarci, qualcosa è iniziato a cambiare. Intanto ti dimostravi molto più fredda di come invece ti eri dimostrata per scritto e già questo mi lasciò perplesso.

Cosa è cambiato?

Non puoi dire che non è cambiato nulla perchè una frase che mi dice “voglio solo riabbracciarti e stringermi alla tua panciona protettiva” e poi quando ci incontriamo a mala pena mi tocchi, qualcosa vorrà pur dire.

Oggi, Stefania, devo dire che tu non sei più quella persona speciale che eri e che ricordavo.

Intanto sei una bugiarda.

Sai perchè lo dico?

Un sacco di volte ti ho mandato degli sms, alcuni anche pesanti, non nego ma per
me importanti. Sms dove ti parlavo del mio malessere, del desiderio di
rivederti più spesso.

Tu mi hai sempre detto che parecchi di quegli sms non li hai mai ricevuti.

Bugiarda: per “vizo di lavoro” io mando sempre gli sms chiedendo la ricevuta di ritorno, in pratica un altro sms che mi garantisce che quello che ho mandato io è arrivato sul cellulare.
Quindi, anche quando mi dicevi che non era vero, io sapevo che invece quel messaggio ti era arrivato.

Tu hai ricevuto TUTTI i miei sms.

Vuoi che ti mandi le ricevute, così verifichiamo?

Anche l’sms che ti ho mandato la mezzanotte del giorno del tuo compleanno.

Chi caccia palle? Tu o la Wind?

Mi è difficile credere che sia la Wind che non funzioni, oltretutto solo con te.

E pure che ti sia arrivato, perchè non lo hai letto?

Perchè nonrispondevi?

Perchè sulle cazzatelle mi rispondevi, invece?

Questo significa MENTIRE, ovvero, deliberatamente non dire la verità.

Perchè, Stefania?

Vogliamo poi parlare della tua immaturità pazzesca?
Da quando ti conosco ti sei lamentata dei tuoi genitori, che sono stati ingiusti, che non ti hanno permesso di studiare, che hanno fatto questo e quello ma che soprattutto volevi andartene di casa.

Te ne sei andata, certo…

Ma a casa di tuo fratello, con le spese pagate da tuo padre, per tua stessa ammissione.

Ma come fai ad accettare questo?
L’ho raccontato ad alcune persone che non volevano crederci.

Come fai a non sentirti una merda?

Cosa hai al posto dell’orgoglio?

Hai avuto una offerta di lavoro da 2000 euro netti al mese, con vitto e alloggio, a mantenere dei bambini. Avresti dovuto rinunciare alle tue preziose serate di danza ma avresti messo da parte un capitale, senza contare che avresti anche avuto la possibilità di prenderti uno straccio di diploma presso una scuola serale e sbattere un diploma in
faccia a chi te lo negò all’epoca (e magari porre rimedio alla tua ignoranza abissale) con l’orgoglio di avercela fatta da sola.

Senza contare che da quando ti conosco mi hai parlato della tua passione per i bambini.

E invece hai sbattuto nel cesso questa cosa per andarti ad infognare in un lavoro che a tua detta ti fa schifo: la segretaria.

Ma come cazzo ragioni?

Sai perchè ti dissi che quel lavoro non era per te? Perchè non te lo meritavi.

Quel lavoro doveva andare a chi aveva davvero bisogno, non a te.

Tu non hai bisogno.

Tu hai chi ti mantiene e a te va bene così.

Per quello ti dissi di lasciar perdere.

E quando non ci sarà più tuo padre o la sua eredità a mantenerti, ci sarà il primo stronzo
pieno di soldi che passa al quale tu ti attaccherai perchè quelle come te fanno così.

Avresti potuto dimostrare di essere una donna, invece è più importante per te andare a ballare (in mezzo a gente che per la maggior parte ti sta sul culo, a tuo dire… Tra Usch, le altre stronzine e quello che vuole portarti a letto non ce n’è uno che ti va bene…) piuttosto che riscattarti, piuttosto che dimostrare di avere le palle.

Ma come fai a dormire quando vai a letto?

Come fai a non sentirti una merda?

Continui a lamentarti di tutto ma poi cosa fai per cambiare le cose?

Nulla.

Alla tua età sei ancora mantenuta dai tuoi, hai avuto una offerta pazzesca che poteva darti soldi e la possibilità di riscattarti da una ingiustizia dei tuoi genitori e l’hai rifiutata.

Potevi cambiare la tua vita in meglio e invece sei rimasta nella mediocrità dove ti ho
trovata…

Di che cosa ti lamenti, Stefania. A te le cose vanno benissimo così.

Perché in mia presenza invece ti spertichi in lamentazioni su tutto e tutti quando poi con i fatti dimostri che non te ne frega nulla?

Perché reciti la parte della scandalizzata e poi quando ti chiedo cosa fai percambiare quello che non ti piace mi rispondi “nulla perché tanto non ne vale la pena” e accusi a destra e a manca?

Ma che razza di persona sei diventata?

Come fai a rinfacciarmi che non mi sono ricordato del tuo compleanno quando sto ancora aspettando che tu mi dica quale potrebbe essere la serata libera per invitarti a cena in una trattoria???

Ho ancora il regalo qui, a prendere polvere e gli sms archiviati.

Come fai a rinfacciare A ME che si tratta solo di un compleanno senza minimamente chiederti che valore poteva avere per me quella cena?

O la tua presenza alla cena?

Ecco perchè ti definisco una egoista.

Una terribile egoista perché finché hai interesse a spostare il culo (vedi il tizio di Ferrara) allora ti muovi eccome, altrimenti le tue amicizie devono essere vicine, facili da raggiungere.

Mi spieghi perché se ti chiedevo io di passare qui a Milano tu non potevi mai ma eri sempre pronta se dovevo venire io da te?

E ti ricordo che sono venuto in macchina, con un ginocchio a pezzi pur di vederti.
Tu hai mai fatto uno sforzo simile per me?

Volevo farti un servizio fotografico, per avere qualche tua bella foto da tenere: anche li mi hai detto che “la cosa ti interessava e che mi avresti fatto sapere”.
Sto ancora aspettando.

Ogni volta che dici “ti farò sapere”, la cosa non si è mai fatta, ti rendi conto?

Eppure, da quello che mi hai detto tu, io sono stato tra i pochissimi che sono stato in ospedale a trovarti, e l’unico che è venuto al tuo saggio di danza.

Sai che inizio a capire perché? Perché se ti comporti così con tutti quelli che ti stanno attorno, tutti ti scanseranno come la peste e visto che nessuno, a parte me, ha il coraggio di dirti le cose in faccia….

Ma cosa sto dicendo… A te VA BENE che nessuno ti dica le cose in faccia….

Credi di essere la “mosca bianca”? No…

Tu sei solo una dei tanti che parla e si lamenta per sport, non per reale necessità o sentimento.

Sei una della massa, cara Stefania. Non sei quella persona speciale che tu credi di essere o che vuoi far credere.

Vogliamo parlare poi del fatto che tu non ti degni di spiegare mai niente?

Ti ho rotto i coglioni conla storia della cena del compleanno ma mica mi hai detto perché.

Parlando di altre persone, mi dicevi che “se uno non capisce allora è inutile spiegare”.

Ma che cazzate stai dicendo?

Questo è il ragionamento di chi non vuole spiegarsi perché è più facile non spiegarsi

perché si è al sicuro quando non si espone il fianco

perché così puoi scaricare la colpa sugli altri accusandoli di non
capire MA TU NON VUOI FARTI CAPIRE
e allora la colpa è solo tua, non
degli altri.

Ti lamenti di tutto però ci sguazzi: in croce rossa, a danza…

Ti lamenti che non hai soldi dopo che hai rifiutato un lavoro da duemila euro netti al mese, dando uno schiaffo in faccia a chi si fa DAVVERO il culo per neanche 1000 al mese e non fa la mantenuta come te.

Sono amareggiato, deluso, ferito.

Non so cosa tu abbia fatto in questi quattro anni ma qualsiasi cosa tu abbia fatto, sei peggiorata e posso capire perché il tuo quasi marito ti abbia mollato: una come te fa
paura
ma non perché è un carattere forte: perché è un carattere viziato, abituato ad essere portata sul palmo di mano, perché è incoerente, perché non si sa mai cosa stai pensando e perché è una opportunista.

Ma soprattutto, Stefania… Ti rendi conto che con te di certe cose NON SI PUO’ PARLARE?

Tu sbraiti tanto che la gente non si parla più, che due amici, se sono davvero tali, litigano, si incazzano, affrontano qualsiasi argomento ma sempre amici rimangono.

Mi spieghi come fai a dire questo se con me, ogni volta che ho tentato di dirti qualcosa sparivi dalla circolazione, non rispondevi agli sms (che peraltro leggevi, visto che so che ti sono arrivati), non rispondevi al telefono?

Ogni volta che tentavo di criticare uno dei tuoi tanti comportamenti stupidi, tu cambiavi subito discorso oppure sparivi.

Cosa dovrei capire da questo?
Che sei una incoerente o che non mi hai mai considerato neanche un amico?

In ogni caso, fai schifo da quanto sei viscida.

E non posso neanche dare la colpa alla malattia che hai avuto perché persone che hanno avuto cose peggiori della tua e ne sono sopravvissuti, sono diventati persone più mature, che sanno cosa vale davvero nella vita (non certo le lezioni di danza)…

Tu non hai imparato un cazzo.

Ti chiesi anche aiuto ad affrontare questa vita di merda che a nessuno dei due piace, ti chiesi di essere mia complice nel trovare qualcosa di alternativo, nel trovare una risposta: ti ricordi cosa rispondesti tu? “Cercala da solo la tua strada, io mi tiro indietro”. Ma come….. Ti ho chiesto aiuto e tu mi rispondi in quel modo????

Perché?
Perché?
Perché?

Ecco come appari oggi:

  • EGOISTA
  • OPPORTUNISTA
  • VIGLIACCA
  • BUGIARDA

Io speravo di far rifiorire qualcosa con te anche perché TU mi hai illuso che la cosa era possibile, invece ho il dubbio che ti ho beccato in un momento di debolezza dovuto all’intervento ed ero l’unico che ti stava cagando in quel momento e allora ti sei aggrappata al primo che passava (io, nella fattispecie).
Migliorate le cose, si butta via il salvagente.

Io volevo la mia vecchia amica ma la mia vecchia amica si è trasformata in una sconosciuta che mi ha ferito profondamente.

Pazienza.
Di cicatrici ne ho parecchie, una in più, per quanto profonda, non mi deturpa più di tanto.

Quattro anni fa ci mandammo affanculo più per impulso che per altro.

Oggi io ti abbandono sulla tua strada, consapevole che questa volta non ci sarà un ritorno.

Consapevole che se per sbaglio mi verrà nostalgia di te, rileggerò queste parole e piuttosto che fare lo stesso errore, piuttosto che avere a che fare con una come te, mi terrò questo
piccolo dolore di aver perso per sempre la mia Stefania, alla quale volli bene, che amai e che rispettai come qualcosa di prezioso ma che ora non esiste più.

Però, invece di un addio, questa volta consentimi un “vaffanculostronza“.

Almeno questo mi è dovuto.

  • Vaffanculo alle tue bugie,
  • vaffanculo ai tuoi capricci,
  • vaffanculo alle tue fisime da bambina viziata
  • vaffanculo al tuo schifoso opportunismo
  • vaffanculo al tuo vigliacco egoismo.

Ognuno ha l’infinito che si merita.

Tu hai il tuo pitale.

Mi sono illuso.

Ho sbagliato. Speravo che la lezione di Doriana mi fosse servita e invece no. Ma questo articolo è solo l’incipit perchè ormai il tappo è stato tolto e non ho intenzione di Stefaniafermarmi su quello che devo dire, soprattutto ad una persona che, come tutte, come troppe, sbandiera ai quattro venti che bisogna parlare….

Preparativi per la cena del mio compleanno. Mando un sms agli invitati, tra i quali Stefania.
Il messaggio diceva:

Ti ricordo che sabato c’é la cena! Stai leggero/a in questi giorni! ;-)

Al che Stefania risponde dicendomi:

Ciao. Sono al lavoro fino a tardi. Domani penso di venire ma sinceramente non so
a che ora finiremo. Ti faccio sapere.

No problem. Sapendo dove lavora, immaginavo che potessero esserci dei casini, anche se l’invito l’avevo mandato più di un mese prima, gli imprevisti di lavoro possono sempre succedere…

Il giorno della cena, mi arriva questo sms, sempre dalla Stefania:

Porka di quella troika. Si può avere una guardia più cretina di quella che
lavora qui? No. Il negozio chiude alle sette e lui ha fatto entrare adesso venti
persone che devono comprare perché vengono da Vicenza.

Beh, ero stato avvisato quindi, nonostante stessi presagendo già l’assenza, le mando questo sms:

Se puoi venire prendi l’autostrada verso milano, quindi la tangenziale ovest poi
esci a cusago direzione cusago e telefonami che ti vengo a prendere.

Attendo una comunicazione ma il 16 sera, da miss Stefania non arriva nessuna comunicazione.

Il giorno dopo le scrivo:

Mi dispiace che tu non sia potuta esserci ieri sera. Mi dispiace tantissimo per
molti motivi…

E lei mi risponde:

Anche a me è dispiaciuto x vari motivi. Vado al lavoro. Ti auguro una splendida
domenica

Nel frattempo, cerco di telefonarle ma c’è sempre la segreteria telefonica (e io odio le segreterie telefoniche).

Al che, esasperato dal fatto che non riesco a parlarle di persona, le mando questo sms:

Mi sei mancata tantissimo. Capisco la situazione, ciònonostante ieri sera c’é
stato un vuoto terribile…

Al che le risposte di Stefania iniziano ad essere a dir poco strane. Infatti mi risponde in questo modo:

sabato è semplicemente successo che ho finito tardi,molto tardi rispetto
all’orario sono andata a casa e mi sono addormentata,tutto qui.

Non bisogna essere dei geni per capirlo ma il tono mi sembrava piuttosto scocciato e dato che ero (e sono) scocciato anche io perchè se non sono io a telefonare lei manco si sogna, perchè se ci provo c’è la segreteria telefonica e perchè con Stefania si parla solo via sms (oltre a diverse altre cose che descriverò più in là), le rispondo nel seguente modo:

Capisco la tua stanchezza, capisco la tua voglia di riposare ma è il secondo
compleanno che, per un motivo o per un altro, non ci sei. Ogni volta c’é
qualcosa che non va. Sfiga, certo, ma c’é SEMPRE qualcosa che non va. Mi concedi
di rimanerci male? Di essere deluso? Vorrei parlarti ma c’é sempre la segreteria
e tu non chiami mai, comunichi solo via sms. Come devo interpretare tutte queste
cose?

Perchè in fin dei conti è esattamente quello che è successo fino ad ora, al di la della storia del compleanno. Ma Stefania risponde così:

Anche io ci sono rimasta male quando tu il giorno del mio compleanno non mi hai fatto gli auguri ma non mi sembra di averne fatto una tragedia o di essermi lamentata. Stiamo parlando di un compleanno!

Al che inizia il giramento di balle.

Intanto perchè FORSE (retorico) per me la cosa ha un valore più profondo che non una semplice cena di compleanno e Stefania questo lo sa bene ma Stefania ha anche mentito spudoratamente perchè…

Ste, il giorno del tuo compleanno ti ho mandato un sms a mezzanotte perché
volevo essere il primo a farti gli auguri e poi ti ho chiamato perché volevo
portarti fuori a cena. Mi dicesti che mi avresti detto tu quando per via dei
tuoi impegni ma sto ancora aspettando quella data mentre l’anno scorso venni di
persona a portarti il regalo. Certo, è solo un compleanno e tu hai tante cose da
fare e non è una tragedia ma fatto sta che non ci sei mai…

E tanto per essere chiari, l’sms in questione è questo:

Dovrebbe essere mezzanotte e qualcosa quindi spero di essere il primo a farti gli auguri per il tuo compleanno. Desidero per te la realizzazione dei tuoi desideri e mi piacerebbe esserti accanto in questo, se sarà possibile o necessario.
Un abbraccio e un bacio forti ed affettuosi.

Dopo, nel dubbio che Stefania avesse frainteso le ho mandato questo messaggio:

Comunque Ste, il mio non è un rimprovero. Non ho niente da rimproverarti. Mi manchi. Tutto qui.

Nessuna risposta.
Nessuna chiamata.

Oggi provo a chiamare ma c’è la solita segreteria.

Questo mi esaspera parecchio perchè dal mio cellulare si vede chi sta chiamando…

Ho le palle girate anche perchè è quasi mezzogiorno, ho ricevuto telefonate ed sms da altre persone e mi sarei aspettato anche la sua.
Le mando questo sms:

ho appena provato a telefonarti per farti gli auguri: ancora la segreteria…
Dato che vorrei parlare con TE e non con una segreteria del cazzo e che mi sono
rotto di comunicare con te solo via sms (se penso a quello che mi dicesti tempo
fa mi sento preso in giro), quando e se ti ricorderai di me, vedi di non farlo
via sms perché non so se ti risponderò.

Dopo qualche ora, ecco la risposta.

evita pure di rispondermi via sms e di chiamarmi. Primo non vivo con il
cellulare attaccato al culo e secondo mi hai fatto terribilmente girare i
coglioni x la storia della festa di compleanno.

Bugiarda! Tu vivi con il cellulare attaccato al culo infatti ogni volta che sono venuto a trovarti (perchè se aspetto che vieni tu a Milano posso crepare di vecchiaia), ogni tre secondi c’era un sms e ogni due eri li che controllavi il tuo baracco di cellulare, quindi non provarci neanche a fregarmi.

Poi, perchè ti ho fatto girare i coglioni?

Perchè non mi spieghi cosa ti ha fatto girare i coglioni visto che ti ho detto che avevo capito la situazione ma che nonostante tutto ci ero rimasto male e che mi mancava la tua presenza?

Tu hai questo vizio di merda: ACCUSI LA GENTE MA NON SPIEGHI IL PERCHÉ, rifugiandoti poi nella frase penosa e patetica “se non lo capisci da solo non vale la pena di spiegartelo“.

Facile scaricare la responsabilità delle incomprensioni quando non si ha il coraggio di parlare chiaro.

Alla faccia del “parlare per risolvere i problemi“!

Pretendi forse che tutti ragionino con il tuo cervello?

O forse hai paura di qualcosa?

Comunque… QUESTO ti ha fatto girare i coglioni?
Che ti ho detto che mi eri mancata?

Oppure ti ha fatto girare i coglioni il fatto che ti rode perchè sai che ho ragione?

Ma chiedere spiegazioni a te, è come chiedere spiegazioni ad un sasso.

No, Stefania. Una amica o un amico (come mi hai sembre detto che noi eravamo) non si comportano come hai fatto tu.

Quello che hai detto mi ha ferito e non esiste la scusa che lo hai detto in un momento di rabbia o confusione (me lo insegnasti proprio tu che “l’ho detto senza pensarci” è una bugia di chi si arrampica sugli specchi).

O forse tu volevi proprio ferirmi?

Spiegati, perchè altrimenti io prenderò i miei provvedimenti.

Spiegami, se hai il coraggio di farlo.

Ma non per sms, non per telefono.
Spiegamelo in faccia, se ti è rimasto un briciolo di autostima (ma una che dice di abitare da sola e poi si scopre che vive in una casa pagata dai suoi genitori, lamentandosi inoltre di quanto sono stronzi mammà e papà mi sa che di autostima ne ha pochina pochina).

Ovviamente non mi aspetto alcuna spiegazione da te…
Era una domanda retorica.

Però non posso fare a meno di pensare che sei una stronza perchè non mi pare proprio di meritarmi un trattamento simile, DA TE poi…

Senza un perchè,senza una spiegazione.

No… Troppo comodo.

Ma ora capisco molte cose, di quelle che mi hai raccontato…
Oh, se le capisco…

E provo pena per te perchè ormai sei troppo vecchia per cambiare e il tuo destino è solo quello di peggiorare le cose e non sarà un mese a fare la volontaria in Brasile (ammesso che tu voglia davvero farlo e non sia una delle tue tante mezogne che mi hai sciorinato) a pulirti la coscienza…

Io ti avevo detto che gli strappi si rammendano in due ti avevo teso una mano nel tuo momento di difficoltà ma tu non hai voluto ricucire nulla e su quella mano ci hai sputato.

Beh, allora vaffanculo, stronza.

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Lettera pubblica per non dimenticare MAI – PARTE 2

Tu non sai e a questo punto non saprai mai (ammesso che te ne possa o te ne sia potuto fregare qualcosa) il sacrificio e lo sforzo che mi è costato stare quel giorno in sala attesa Stefaniaad aspettare che l’intervento finisse; per non farti sentire sola (ed eri sola, oh, se eri sola… Ricordi? C’eravamo solo io e tuo padre), perché credevo fermamente che quel gesto che voleva essere di solidarietà e conforto nei tuoi confronti, potesse essere un modo per ringraziarti di aver accettato di ricominciare un discorso interrotto.

Se penso a quel giorno che sono venuto a trovarti guidando l’automobile con il ginocchio che scoppiava di dolore, con le parole dell’ortopedico e della mia compagna che ancora mi risuonavano in testa ma non me ne fregava niente per il semplice motivo che ero felice di passare un po’ di tempo con te.

Senza considerare quello che ho fatto per te in passato: portarti a casa di corsa da Arona (o dove diavolo era…) perché avevi la febbre e stavi male e c’era il temporale che scoperchiava la mia macchina, consolarti ogni volta che le tue relazioni andavano in frantumi, ospitarti a casa mia quando hai fatto la “fuga dai tuoi genitori”, tanto per fare qualche esempio ma ne avrei altri da raccontarti.

Ma quando io ti chiesi aiuto; più di una volta? Vorrei che tu avessi il coraggio di rileggere come mi rispondesti. Per sms, ovviamente e per tua sfortuna, visto che li ho conservati e li conserverò con molta cura.

Se penso a quello e se penso a come ti sei comportata nei miei confronti, beh… Stefania. Mandarti affanculo è il minimo sindacale che possa fare.

Ancora adesso non ho capito il perchè delle tue sfuriate, dei tuoi vaffanculo, del tuo voltarmi le spalle quando ti chiesi aiuto… Oltretutto, senza una minima spiegazione.

E la goccia che ha fatto traboccare un vaso ormai irreparabilmente rotto: cosa ti ha dato così fastidio a riguardo della cena del mio compleanno?

Ancora, tutte queste cose non me le hai dette ma oggi, dopo il tuo patetico sms posso dire, serenamente TIENITELE PER TE.

Hai vinto.

La tua tecnica del silenzio ha vinto.

Ma non sono sicuro che si tratti di una vittoria.

Certo: non me lo hai chiesto tu di venire a trovarti con il ginocchio a pezzi o di stare un giorno in sala d’attesa con il cuore in gola, quindi capisco che, secondo il tuo ragionamento, la tua coscienza sia pulita ed a posto ma questo tuo ragionamento, che spesso ti ho sentito fare nei confronti di altre persone, è da vermi.

Certo: tu non mi hai mai chiesto niente e infatti non mi hai mai dato niente.

Chi non fa non falla” sembra essere il motto della tua vita che assieme alla politica del “che te lo spiego a fare tanto non capiresti” fa di te la persona che tanto mi fa schifo.

Avrei voluto, almeno una volta, che tu fossi venuta qui, a Milano, a trovarmi quando avevo il ginocchio immobilizzato o quando sono stato male, in ospedale perchè non abitavi lontano da me e perchè io avevo bisogno di quella che credevo essere mia Amica.

Venirmi a trovare perché ti avrei sentito vicina, DAVVERO vicina ma il tuo concetto di amicizia, quando non è in qualche modo interessato, si limita a mandare sms.

Quando è interessato ti fa arrivare fino (sic) a Ferrara, vero?
Ma a Milano non sei capace di arrivare.

Spiacente ma a me questo non basta.

Ripensandoci ora, mi chiedo cosa ci teneva uniti come amici e non riesco a trovare una risposta valida.

E se ora hai cambiato casa, non lavori più in CRI, non basta ai miei occhi e al mio cuore a giustificare tutto questo ed a farmi ingoiare per l’ennesima volta i tuoi bocconi amari, perchè quello che ho scritto SAI CHE È VERO!

Ai tuoi nuovi “amici” potrai raccontare quello che vuoi, far leggere queste parole e raccontare che sono io a cacciar palle ma dentro di te tu sai che io ho ragione.

Hai cambiato apparenza ma dubito che tu sia in grado di cambiare sostanza perchè per cambiare ci vuole tempo, motivazione e volontà e tu non hai niente di tutto questo.
Soprattutto la volontà.

E… Si. Sono stato maleducato perchè non si rinfacciano le cose fatte per amicizia ma la mia maleducazione impallidisce di fronte alla tua e quindi, anche se so che non è una scusa, per questa volta mi perdono.

Ma non perdonerò MAI te.

Per Stefania M.

Quale è il limite? Dove il confine oltre il quale cediamo?

Non lo so, Stefania. Io credevo di averlo raggiunto e poi ho scoperto che c’era ancora molta Stefaniastrada da fare. Ora penso di averlo toccato il mio confine ma se guardo bene scopro che c’è ancora un baratro da affrontare. E mi sento male all’idea.

Non credo che tu sia davvero arrivata al tuo limite. Di sicuro “la vita” (il destino, il fato, dio o chi per esso) ti sta prendendo a schiaffi in faccia a ripetizione e come diceva Gaber, “gli schiaffi di dio appiccicano al muro tutti”.

Tu però non lasciarti appiccicare al muro. Non lasciarti andare. Non cedere. A nessuno ed a nulla. É da folli sentirsi dire queste parole quando l’unica cosa che si vorrebbe fare è quella di sparire dal mondo, lo so molto bene e per questo te lo dico. Perchè questa follia può salvarci la pelle. Perchè se cedi sotto i colpi rischi davvero di non rialzarti più. Le lacrime bruciano come vetriolo, il dolore si mescola alla rabbia e ad un senso soffocante di impotenza che ti prende la gola e il cuore. Ti senti nulla, zero, un punto insignificante nell’universo. Ora, poi, immagino terribilmente sola e vuota.

Evitiamo retoriche disgustose: ti sto tendendo la mano, e la lascerò tesa finchè non deciderai che è il momento di afferrarla ma se ci metterai troppo tempo, ti prenderò io per i capelli e non ti permetterò di lasciarti andare. Ti stacco io da quel muro e ti rimetto in carreggiata.

Tu sai leggere le mie parole, quindi non aggiungo altro, per ora.

Riflessione serale

In questo periodo sto riascoltando Guccini quasi quotidianamente, lontano da chi trova questo cantautore insopportabile per non dovermi ogni volta sorbire critiche, battutine e Stefaniaamenità varie. Ed è praticamente impossibile non ritornare ai tempi in cui c’era qualcuno con la quale potevo condividere un viaggio intero cantando a squarciagola (o quasi) “Canzone per un’amica” senza passare per menagramo.

Oggi ho ascoltato fino all’inverosimile “Ti ricordi quei giorni” (da “…Quasi come Dumas”) e già mi veniva il magone, ma il VERO magone mi è esploso quando ho ascoltato “Lettera” (da “D’Amore, Di Morte e Altre Sciocchezze”)… Quando poi ho fatto la sciocchezza di mettere su “Canzone delle domande consuete” (da “Quello che non”) allora non ho più retto.

Mi dispiace. Giuro che non voglio forzare nulla. Ci metto tutto l’impegno di cui sono capace ma ascoltare certe canzoni mi porta inevitabilmente a te e inevitabilmente mi porta ricordi che si erano nascosti sotto cumuli di polvere, carabattole, sciocchezze e un’immensa confusione. Ascoltare certe canzoni mi porta un po’ di ordine e nell’ordine… É come rimettere a lucido un oggetto di cristallo impolverato.

Mi dispiace. Ma il desiderio di rivederti è talmente forte che faccio fatica a non prendere il telefono, la macchina, il treno o un aereo o un teletrasporto.

Scusami se te lo dico qui, dove tutti possono leggere. Scusami se questo ti crea problemi. Tu “non farti problemi per i miei problemi”.

Io mi accontento di ascoltare “Vorrei” (sempre da da “D’Amore, Di Morte e Altre Sciocchezze”) e faticare a scrivere queste righe perchè le lacrime mi offuscano la vista.

Per cui forse è meglio che ora me ne vada a riposare e soprattutto a spegnere il lettore cd…

Buonanotte…

Stefania M. – Resa dei conti?

StefaniaStamane ho chiamato casa tua. Ha risposto tua madre che non mi pareva molto felice di sentirmi.
Questa sera richiamerò e ci parleremo.
Ho paura. Paura che tu non voglia ascoltare quello che invece vorrei tanto dirti. Paura che mi attaccherai il telefono in faccia, lasciandomi come un ciula con il suono della linea chiusa come colonna sonora.
Ho tanta paura ma anche tanta voglia di provare a rammendare lo strappo. Ricorda però…

Certi strappi si possono rammendare solo in due.